ISERNIA – I Popolari replicano a d’Apollonio e si discostano da Niro

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ISERNIA – Una bocciatura politica non personale, è la sintesi della risposta dei Popolari al sindaco di Isernia Giacomo d’Apollonio. Si discostano da Niro ma confermano la loro presenza nel centrodestra.

Questa mattina, infatti, nella Sala Raucci del Comune di Isernia, i sei consiglieri comunali dei Popolari per l’Italia hanno tenuto una conferenza stampa durante la quale, il loro capogruppo, Giovanni Fantozzi, ha esordito affermando:

«Sgombriamo il campo da qualsiasi tipo di interpretazione negativa. Il sindaco d’Apollonio è stato scelto per le sue capacità, per la sua professionalità, per la sua trasparenza; è stato scelto come sindaco per le sue indubbie capacità professionali, ed è stato veramente un vanto per noi del centrodestra portare avanti d’Apollonio quale capo dell’esecutivo. E mai e poi mai nel nostro discorso in Consiglio comunale abbiamo inteso in qualsiasi modo offuscarne l’immagine personale: il sindaco è stato da noi criticato come amministratore di questa città non certo come persona fisica o per il suo curriculum professionale che è di tutto rilievo».

Subito dopo, Fantozzi ha letto il seguente documento:

«Va evidenziata la caduta di stile del sindaco che ha personalizzato il documento di un intero gruppo politico, letto nella sede istituzionale opportuna – Consiglio comunale -, puntando il dito contro una singola persona durante un’intervista televisiva, persona che era stata tra l’altro quella più vicina a lui, sia nell’esperienza della precedente consiliatura sia come proponente e sostenitore della sua candidatura a sindaco.
D’Apollonio ha dimostrato ancora una volta, purtroppo, la sua incapacità di lettura politica del nostro documento, non riuscendo a distinguere una critica politica da una personale, tirando in ballo il suo curriculum professionale che mai nessuno ha avuto la volontà o l’interesse di discutere e che nulla ha a che vedere con la sua deludente esperienza attuale da sindaco. Non ha saputo distinguere, sin dall’inizio, il nostro atteggiamento costruttivo di critica e di sprone all’attività amministrativa, scambiando le nostre proposte (sempre messe in secondo piano e spesso rimandate al mittente) per richieste di visibilità o di poltrone.
La cifra della personalità politica non si misura dalle candidature a sindaco ma dai consensi ricevuti negli anni dai cittadini, a prescindere dalle cariche per cui si concorre, si misura dall’attività amministrativa svolta e dall’impegno profuso per una città. È purtroppo evidente che, nel suo mandato, il sindaco non si è finora distinto per coraggio e forza in nessuna battaglia per questo territorio, né per alcuna visione amministrativa messa in campo per la città di Isernia. La cifra del carisma politico di un sindaco si valuta nella capacità di mantenere gli impegni con le forze politiche che l’hanno sostenuto da subito, sposando pubblicamente un programma condiviso, e per gli impegni amministrativi rispettati verso i cittadini che quel programma l’hanno votato. Tutto ciò a costo di mettere in gioco, coerentemente, persino la propria carica di sindaco ponendola giustamente in secondo piano rispetto al bene comune della città.
Il ruolo che un sindaco riveste comporta inevitabilmente il doversi sottoporre al giudizio di consiglieri e cittadini, ma il sindaco non lo vuole accettare perché in primo piano continua a mettere, sempre e soltanto, il proprio nome e la propria figura, continuando a dire che “non accetterà giudizi di alcun tipo e che rimarrà in carica finché lo sosterrà l’ultimo consigliere”.
Non avevamo dubbi su questo e il sindaco ha già dimostrato il suo attaccamento alla poltrona quando è stato pronto ad accogliere, nella sua giunta, componenti politiche che l’avevano osteggiato in tutte le fasi della campagna elettorale e anche molto oltre. Ma tant’è, gratitudine e coerenza, evidentemente, non fanno parte di questo mondo».

Fantozzi, inoltre, ha reso noto che l’attuale suo gruppo consiliare sta ragionando sull’ipotesi di smarcarsi da riferimenti diretti con assessori regionali e avere una posizione di indipendenza, onde evitare di creare qualsivoglia problema alla giunta regionale, pur rimanendo nel centrodestra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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