VENAFRO – Inquinamento, Città Nuova incontra Toma e rilancia: bretella e controllo degli impianti impattanti

Città Nuova incontra Toma e rilancia bretella e controllo degli impianti impattanti
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VENAFRO – Una lunga nota firmata dal presidente Gian Marco Di Cicco per spiegare ufficialmente la posizione di Città Nuova in merito alle problematiche ambientali che attanagliano Venafro: in sostanza il movimento auspica la bretella di Ceppagna e il controllo degli impianti maggiormente impattanti.

“L’associazione Città Nuova, da quindici anni attiva sul territorio della Piana di Venafro per la tutela del territorio e dell’ambiente, continua ad esprimere forti preoccupazioni riguardanti gli sforamenti allarmanti del PM10 e del PM2,5, registrati dalle centraline di rilevamento dell’Arpa, posizionate nel territorio cittadino.

Da giorni ormai le stazioni segnalano superamenti continui delle concentrazioni di polveri sottili molto al di sopra delle soglie di massima scientificamente accettabili. Dai dati rilevati su via Campania e su via Colonia Giulia, la città di Venafro risulta più inquinata delle metropoli del Nord Italia.

L’associazione, inoltre, esprime un plauso per il provvedimento emesso dal sindaco di Venafro Alfredo Ricci. Con l’ordinanza sindacale, infatti, si limita il traffico veicolare e l’uso del riscaldamento domestico. Città Nuova da anni si batte per la realizzazione di un percorso alternativo alla circolazione dei mezzi pesanti nel centro urbano della città. La costruzione della Bretella di Ceppagna è ormai indispensabile e non solo per le questioni legate all’inquinamento ma per una lunga serie di motivi che la nostra associazione ha avuto modo di illustrare in ogni sede, anche pubblicamente, a partire dalla sicurezza di migliaia di cittadini, automobilisti e pedoni, e dalla vivibilità della città. Città Nuova pertanto condivide quanto dichiarato alla stampa dal sindaco in questi giorni, e cioè che il provvedimento di limitazione della circolazione veicolare non significa ribadire che il traffico pesante sia la principale fonte di inquinamento atmosferico, di cui i cittadini pagano le conseguenze quotidianamente. L’ordinanza sindacale vuole verificare le conseguenze del blocco del traffico sul piano delle rilevazioni, per evidenziare che l’impatto inquinante principale non proviene dal traffico, bensì da altre fonti. Nonostante il provvedimento sia entrato in vigore, le centraline dell’Arpa Molise hanno fatto registrare i valori di PM10 due volte il limite consentito ed il PM2.5 è salito oltre la soglia degli 80µg/m3. I limiti legislativi pongono ad un numero massimo di 35 gli sforamenti annuali. Nel 2019 sono stati ben 39, dall’inizio del 2020 ad oggi sono stati già una decina.

E’ evidente che l’attenzione debba concentrarsi su altri rilevanti aspetti, come la presenza sul territorio della Piana di Venafro di almeno due opifici impattanti ed insalubri, i quali a nostro avviso dovrebbero essere sottoposti ad un controllo più puntuale, diffuso e articolato da parte delle autorità regionali competenti. Condividiamo anche l’invito fatto dal sindaco di Venafro ai suoi colleghi di Pozzilli e Sesto Campano, comuni nei quali ricadono tali impianti, ad adottare misure concrete per mitigare o eliminare gli effetti dell’oggettivo inquinamento ambientale. In questo senso va portata avanti la proposta avanzata dal sindaco Ricci di posizionare delle centraline di rilevamento dell’Arpa fisse nel Nucleo industriale di Pozzilli e nella zona produttiva del comune di Sesto Campano per chiarire al meglio il quadro ed ottenere maggiori informazioni su quanto accade nella piana venafrana.

Condividiamo anche l’appello del consigliere regionale Tedeschi, il quale ha invitato i primi cittadini di Pozzilli e di Sesto Campano ad unirsi nella battaglia a favore dell’ambiente, adottando degli specifici provvedimenti, nei limiti delle proprie competenze. La Corte Europea si era già espressa in merito a queste tematiche così allarmanti per la salute pubblica, avallando l’applicazione del principio di precauzione. Non sono pervenute all’attenzione dell’opinione pubblica proposte concrete degli altri rappresentati del territorio alla Regione.

Città Nuova confida nell’adozione di un comportamento determinato e convinto da parte delle istituzioni affinché, in base ai vari livelli di competenza, si adottino provvedimenti per la tutela dei cittadini e del territorio della Piana di Venafro. La popolazione non può più aspettare: sussiste l’esigenza di provvedimenti concreti che se non adottati rappresenterebbero di fatto una grave violazione dell’articolo 32 della nostra Costituzione.

Inoltre, come l’intera opinione pubblica venafrana, siamo in attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti e delle indagini, avviate dalla Procura della Repubblica di Isernia in seguito alla denuncia presentata nel luglio del 2017 dall’allora sindaco di Venafro Antonio Sorbo sulla situazione di inquinamento della piana, inchiesta di cui ad oggi non si sa più nulla a distanza di due anni e mezzo.

Una delegazione di Città Nuova, ieri è stata a Campobasso, nel pomeriggio, dinanzi alla sede del consiglio regionale per chiedere di essere ricevuta dal presidente Toma e dagli assessori competenti per illustrare la posizione e le proposte dell’associazione e per chiedere interventi concreti e scelte precise che siano immediate in tema di viabilità, sviluppo industriale dell’area, monitoraggio della qualità dell’aria e degli aspetti epidemiologici. Il presidente della regione Donato Toma ha ricevuto una rappresentanza del direttivo associativo, la quale ha illustrato alla più alta autorità regionale le perplessità sulla situazione ambientale nella piana di Venafro.

Dal colloquio, il presidente si è dimostrato aperto ad interloquire con i vertici dell’Anas e del Ministero dei trasporti riguardo al progetto della Bretella di Ceppagna, affinché questo possa essere reso esecutivo ed infine cantierabile. L’infrastruttura è strategica per deviare il traffico pesante dal centro urbano di Venafro. Toma, inoltre, si è dimostrato disponibile ad un confronto con i sindaci di Venafro, Pozzilli e Sesto Campano, affinché siano istallati nei pressi degli impianti ambientalmente più impattanti di Pozzilli e Sesto Campano, delle stazioni di rilevamento della qualità dell’aria. L’associazione ha posto all’attenzione del presidente della Giunta regionale la questione di coinvolgere l’ISPRA nell’analisi dei dati ambientali, la quale, anni addietro, aveva già dato la propria disponibilità, anche per una eventuale analisi di impatto al suolo degli agenti inquinanti. Da parte dell’associazione, restano delle perplessità riguardo il registro regionale dei tumori, ancora inattivo e si auspica che lo studio epidemiologico, di tipo eziologico, faccia chiarezza sul nesso di correlazione tra fonti inquinanti e patologie riscontrate sul territorio.

Città Nuova infine fa di nuovo appello a tutti i parlamentari molisani, deputati e senatori, affinché portino con forza e determinazione all’attenzione del governo e dei ministri dell’ambiente Costa e della salute Speranza le gravi problematiche ambientali che attanagliano il nostro territorio e costringono migliaia e migliaia di cittadini inermi a vivere in una situazione di grave rischio per la propria salute”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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