MOLISE ACQUE – De Chirico (M5s) “Gestione in proprio delle centrali”. Intanto urge il risanamento dell’Ente

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CAMPOBASSO – “Molise acque” una polveriera, problemi da tutte le parti.

Soprattutto un deficit pesante da decine di milioni di euro maturati nel corso degli anni per un cattivo utilizzo di una risorsa che è l’unica vera del Molise capace oltretutto di generare una ricchezza chiamata energia necessaria per tanti altri settori produttivi della regione e per una dotazione umana mai organizzata per assolvere al meglio ai compiti dell’ente.

Il commissario da qualche mese messo a capo di quest’ultimo Giuseppe Santone ci si è messo d’impegno nel riconfigurare e risanare la struttura di via De Petris ma qui oltre alla sua caparbietà nel contenere e amministrare l’esistente, che non è poco in queste condizioni, serve soprattutto la capacità e la volontà politica nel voler ridisegnare le funzioni dell’Ente in house e i rapporti con quanti, enti etc, prelevano acqua, con coloro, anche esterni,  che producono energia e rideterminare le potenzialità di un settore che potrebbe portare nelle casse della Regione un mucchio di soldi.

Sul problema, e quindi di fronte alle difficoltà di “Molise acque” che non sono più procrastinabili, comincia a muoversi, speriamo concretamente, di più la politica. Anche perché se si perde ancora tempo i debiti potrebbero, questa volta,  sommergere l’Ente. Fabio De Chirico consigliere regionale del Movimento Cinque stelle ritorna sull’argomento e dopo un’audizione di qualche giorno fa in III^ Commissione a cui ha partecipato ovviamente la struttura di “Molise acque” sollecita e pone il problema delle centrali private poste lungo il Biferno.

“Durante l’audizione di lunedì nella III Commissione del Consiglio regionale – osserva De Chirico -, il Presidente di Molise acque ha confermato la linea più volte dettata dal MoVimento 5 Stelle: ‘Abbiamo comunicato alla Regione che Molise Acque può autonomamente gestire le tre centrali idroelettriche a valle del Liscione’. All’audizione hanno partecipato l’intero Cda, il Collegio sindacale, il Nucleo di Valutazione e il dirigente dei quattro servizi dell’Ente il quale, in mancanza di un Direttore generale, rappresenta la guida tecnica dell’azienda strategica. Avevo sollecitato la convocazione dell’intera amministrazione – ricorda il portavoce M5S Fabio De Chirico – per avviare un percorso di indagini conoscitive in piena trasparenza e un successivo percorso di scelte condivise per il risanamento e lo sviluppo di Molise Acque, a beneficio dei cittadini e delle amministrazioni locali dell’intero territorio regionale.

In verità sin dall’inizio della legislatura ho proposto soluzioni e denunciato rischi e storture, alcune di queste riguardavano proprio le centrali idroelettriche a valle del Liscione. Per queste, con il gruppo consiliare M5S, ho proposto la gestione in proprio, vista la scadenza delle concessioni trentennali. Sono stato il primo – sottolinea De Chirico – a denunciare l’utilizzo condiviso delle strutture acquedottistiche, che ha permesso a privati di installare impianti di mini idroelettrico, senza che ci fosse una reale opportunità economica per l’Ente pubblico. A giugno 2018, con una mozione chiedevamo di ‘valutare l’opportunità di rinnovare o meno la concessione trentennale a privati per le tre centrali idroelettriche a valle della diga del Liscione’. La maggioranza bocciò quella mozione – aggiunge il portavoce del MoVimento – ma lunedì in audizione il Presidente di Molise Acque Santone ha confermato la bontà della nostra linea e chiesto pubblicamente alla Giunta, che ha potere decisionale sulle concessioni, di operare in quella direzione.

Si è parlato di tante altre questioni nell’audizione questioni che a mio avviso avrebbero bisogno di un’opportuna rilevanza mediatica, che riguardano la situazione dei dipendenti e del loro Tfr, dei lavoratori ‘interinali’, dei costi energetici, dei cospicui debiti nei confronti delle società elettriche e degli altrettanto ingenti crediti verso la Regione Campania e i comuni molisani, delle dighe, del potabilizzatore e della questione più generale che riguarda lo Statuto e la natura giuridica dell’Azienda Speciale. Di tutto questo – conclude il Consigliere – parlerò nel dettaglio appena prenderò visione del resoconto scritto della seduta”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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