
POZZILLI – Come preannunciato da RSU e sindacati di categoria alla Unilever è iniziato nella mattinata odierna lo sciopero di 8 ore per ogni turno.
I lavoratori stanno presidiando i cancelli dello stabilimento di Pozzilli e si stanno confrontando sulle future iniziative da mettere in atto per smascherare la multinazionale che, a quanto pare, starebbe valutando la chiusura del sito produttivo in favore di altri presenti in Italia.
Eloquente lo striscione appeso all’ingresso della fabbrica: “+ flessibilità, + efficienza, – costi = chiusura stabilimento”.
I rappresentanti dei lavoratori sono in azione nel tentativo di far convocare un tavolo a livello nazionale presso Federchimica con l’obiettivo di capire le intenzioni della grossa multinazionale che solo a Pozzilli occupa circa 200 dipendenti.
Tanti gli indizi che lasciano intendere che Unilever abbia deciso di spostare altrove (Casalpusterlengo) la produzione. Ad esempio, Pozzilli non è rientrata nell’accordo Industria 4.0 a differenza degli altri siti della società multinazionale.
Adesso si attenderà l’eventuale convocazione di un tavolo nazionale e nel frattempo si preparerà una interrogazione parlamentare da sottoporre ai rappresentanti politici del territorio che abbiano la volontà di portarla all’attenzione del Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro.
Intanto, lo sciopero proseguirà per tutta la giornata con presidio davanti all’ingresso della fabbrica. Stop a straordinari e flessibilità. Domani tutti regolarmente in azienda e poi da lunedì sciopero ad oltranza se non dovesse arrivare notizia da Roma della convocazione del tavolo di crisi.
La situazione è dunque molto calda, non solo per i lavoratori coinvolti e per l’indotto ma per l’intero territorio che rischia di subire una brutta mazzata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
















