ANNO ACCADEMICO – Inaugurazione con il prof. Settis all’insegna dell’archeologia “Paesaggio e archeologia un sistema unico”

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CAMPOBASSO – Trentasette anni per l’Università del Molise, si direbbe “ne ha fatta di strada” e ancora “ne deve fare tanta!“.

Per migliorare, per radicarsi di più e meglio sul territorio, per interloquire meglio con le forze imprenditoriali e sociali del posto, per relazionarsi ancora meglio con il mondo giovanile e capire meglio le attese professionali di lavoro dei suoi fedeli figlioli laureati e per adempiere meglio oltre che ad un momento formativo di sicuro affidamento per diventare anche un luogo, chiamiamolo sindacale, per quanto forma attraverso titoli dottorandi e quant’altro. Una piccola Università con i suoi 8 mila studenti, una grande famiglia che protegge in ambienti protetti in strutture accoglienti i suoi studenti con un corpo docente rigido formato e all’altezza della situazione deve essere anche parte attiva con la dovuta perizia dialogica e interattiva delle politiche di sviluppo del territorio. Il problema di tanti giovani che escono da questo Ateneo è il lavoro e crediamo che sia giunta anche l’ora che l’Unimol come tutti gli altri Atenei in questa direzione diano oltre alla dovuta e adeguata formazione come del resto fanno, utili e preziose indicazioni mettendosi in gioco a 360 gradi con il con le Istituzioni locali con le forze imprenditoriali.

Ebbene oggi l’Unimol ha compiuto 37 anni ed ha festeggiato il suo compleanno alla presenza di un’autorità della scienza antica dell’archeologia quel prof. Salvatore Settis presidente del Consiglio scientifico del Louvre, Accademico dei  dei Lincei e tant’altro che è inutile qui ripetere. Una cerimonia la solita, le abbiamo assistite tutte e 37,  con gran parata di autorità politiche, istituzionali, rappresentanti dello Stato, regionali e quant’altro. Perché l’archeologia e un personaggio così famoso come il prof. Settis quest’anno! Perché il Molise ormai punta su quelle poche che ha e quale occasione migliore che invitare un esperto di questa portata per ricordare quanto e come si può valorizzare un patrimonio locale di grandissimo valore storico e paesaggistico,

“Investire nell’archeologia non è uno spreco – ha detto il prof. Salvatore Settis – Bisogna avere la giusta coscienza e consapevolezza di quello che è, quanto vale, come si può e deve riportare nel cuore e nella mente dei cittadini per imporlo alla politica. I territori e Italia investono poco  nella ricerca al contrario di altre Nazioni in Europa come Francia e Germania ad esempio che aumentano le risorse impegnate in questo settore. Mettere risorse per la cultura  significa proiettarsi nel futuro e tanto non è né un lusso né uno spreco”.

E intanto ha apprezzato quanto il Molise riserva ai suoi visitatori ai cittadini del Mondo conservando siti grandiosi di tutte le civiltà, un patriomonio che si abbina, secondo Settis, ad un paesaggio unico ugualmente da conservare realizzando un  binomio di grande eccellenza. La presenza del prof. Settis oggi, si pone tra l’altro, anche in un momento particolare in cui la Cultura il Turismo vengono rilanciati attarverso una pubblicità esterna enorme. Basta vedere le attenzioni di mastodontici network che hanno appuntato l’occhio su una sconosciuta e intrigante regione e l’idea il sogno forse di poter competere nel Bando di città della cultura italiana con Isernia che vanta proprio nel campo dell’archeologia e dei suoi reperti tra i più antichi del pianeta gli elementi unici che narrano la storia dell’uomo.

Ad inizio dei cerimonia ci sono stati i saluti del sindaco Gravina che sottolineando  come l’Unimol sia un laboratorio di saperi e conoscenze da trasmettere all’esterno, ha riferito che la sua Amministrazione comunale sarà sempre attenta alle azioni e attività di Unimol soprattutto quelle che vanno di pari passo con gli obiettivi di palazzo San Giorgio indirizzati allo sviluppo e alla valorizzazione della cultura e di quant’altro promuove il territorio comunale e regionale.

Il Governatore Toma ha rilevato che la Regione sarà sempre attenta alle politiche di valorizzazione del territorio, alle attività culturali anche e soprattutto quelle programmate dall’Università degli Studi ricordando un accordo con la stessa Unimol siglato da pochissimo che riguarda la valorizzazione del patrimonio archeologico dove l’Università è soggetto attuatore.

Prima candelina da Rettore spenta oggi da Luca Brunese. Il neo Magnifico ha sottolineato  da buon medico di aver compiuto subito una prima diagnosi rilevando che la sua Università “sta bene”, questo il suo testuale referto, dal punto di vista finanziario innanzitutto ed organizzativo “Frutto – ha detto – del lavoro di chi ma ha preceduto. Oggi abbiamo 8000 studenti 287 docenti 32 corsi di laurea 5 corsi per dottorandi e il 92% degli studenti che ci frequentano sono soddisfatti di quanto e come offriamo, un livello di gradimento che ci pone tra le prime Università italiane”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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