CULTURA – Qualche domanda sull’assessore Kniahynicki

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ISERNIA – Nuovo scivolone per Eugenio Kniahynicki. Ultimo, in ordine cronologico, quello per cui ‘andrebbero lette altre fonti, come quelle dell’Archivio di Stato’. Il riferimento è alle vittime delle Foibe e alla ‘pagina oscura per troppo tempo negata’.

È successo durante la giornata del Ricordo organizzata al cinema Otto e mezzo di Isernia in un incontro con gli studenti. L’assessore alla Cultura del Comune di Isernia, nel suo intervento, non ha perso l’occasione per rimarcare le sue idee mostrando la mancanza di buon senso e quindi sfruttare il giovane pubblico per affermare le sue tesi.

L’assessore infatti, ha invitato gli alunni a “verificare meglio la storia e andare oltre i libri” e scoprire in parallelo l’altra verità, quella che, secondo Kniahynicki è nascosta “perché la storia viene scritta da storici sulla base della loro emotività”. In un solo colpo l’assessore denigra il lavoro dei professori e degli storici nell’arco di pochi minuti.

A circa un mese dalla presentazione della candidatura di Isernia capitale della Cultura, la giunta comunale di Isernia si ritrova a dover schermare nuove critiche verso il proprio assessore.

Infatti, queste non sono mancate. Ne è arrivata una autorevole, una vera e propria ramanzina da parte del professore di Storia dell’Unimol Giovanni Cerchia che, appunto, invita l’assessore a “leggere i libri e non fare propaganda”.

In effetti, l’assessore non perde mai l’occasione per lanciare qualche piccola pillola di sapere per poi essere prontamente smentito da qualcuno che ne sa più di lui o semplicemente ne sa.

A questo punto la domanda è: può una persona che un giorno sì e uno no sbatte contro le sue stesse dichiarazioni per poi fare sempre una rettifica e non assumersi le proprie responsabilità?

Può un assessore rappresentare una città che si sta candidando a capitale della cultura quando lui stesso palesa poca conoscenza su tanti argomenti e poca sensibilità per temi di natura culturale, artistica e sociale (ricordate la dichiarazione maschilista sulle attici meretrici?)

Può un assessore proporre la candidatura di Isernia come capitale della cultura quando non riesce a organizzare neanche un settembre isernino decente o a strutturare la Pro Loco?

Potrà mai un assessore  creare una rete di persone o associazioni che vadano nella stessa direzione, se nelle sue dichiarazioni c’è sempre un sapore di divisione?

Può un assessore accogliere proposte e idee se non accetta neanche una piccola critica?

Potrà mai un assessore, come Kniahynicki, approfittare di qualche momento per tacere?

Sulle prime domande qualche dubbio c’è, sull’ultima, invece, non pensiamo ci siano speranze.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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