POLITICA – BIT Milano, Campitello Matese e Unilever, Stefano Buono: “Segni di assenza totale della classe politica”

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VENAFRO – Il Presidente di “Partecipazione Democratica” e dirigente Regionale PD,  Stefano Buono, denuncia l’assenza totale di progettualità e capacità amministrativa dell’attuale classe dirigente molisana.

“Gli ultimi tre avvenimenti ci dicono che viviamo in un territorio in grande difficoltà. Ci dicono anche, però, che gran parte di questa difficoltà affonda le radici nell’assenza totale di progettualità e capacità amministrativa da parte di chi, oggi, è al Governo della Regione. Tralasciando anche un attimo, per adesso, la grande emergenza sanitaria che perdura, al netto di buoni propositi e ipotetici risultati raggiunti, in modo grave e pericoloso.

Che il declino sia particolarmente rilevante lo vediamo anche dal continuo calo demografico, un trend negativo che continua inesorabile dal 1992. Non può esistere, in prospettiva, civiltà se tra pochi anni non ci saranno più persone. L’ultima proiezione ci dice, infatti, non solo che entro il 2020 gli abitanti del Molise scenderanno sotto la soglia psicologica dei trecentomila abitanti ma anche che questo trend negativo si è triplicato negli ultimi anni.

Come dicevo in premessa non è solo una questione di contesto congiunturale ma risulta del tutto evidente una precisa e diretta responsabilità di natura politica.

Come si può pensare di non essere neanche presenti al BIT di Milano, una delle fiere internazionali più importanti del settore turistico? Non si può immaginare di portare il nostro territorio ad essere visitato se non si ha, non dico la capacità di fare marketing territoriale, ma neanche la sensibilità di essere presenti ad un evento del genere.

Le criticità che sta registrando il sito di Campitello è altrettanto eloquente. Programmazione sbagliata, milioni di euro spesi, una stagione fallimentare ed albergatori in difficoltà con la Regione proprietaria degli impianti e che gestisce gli stessi: un disastro. La comparazione con l’abruzzese Roccaraso dà il segno dell’inadeguatezza dispiegata.

E, infine, il rischio di crisi industriale che tocca lo stabilimento di Pozzilli della multinazionale Unilever, apparentemente non di responsabilità diretta dell’establishment regionale ma che, in realtà, non sfugge a questa logica.

Non si può pensare che le aziende restino e continuino ad investire, oppure che altre atterrino sul nostro territorio, se non esistono le condizioni di opportunità.

La mancanza di infrastrutture materiali, come una quattro corsie e l’elettrificazione ed il potenziamento del trasporto su rotaia, ci relega all’isolamento: condizione non ideale per chi fa impresa. Ma anche l’assenza di infrastrutture immateriali e di investimenti sulla digitalizzazione: pare che la fibra, per intenderci, nel Nucleo Industriale sia meno performante del centro abitato. I pochi investimenti destinati all’innovazione tecnologica, alla ricerca ed alla formazione sono tutti elementi che scoraggiano gli investimenti.

Occorrerà lavorare molto per avere, in futuro, una classe dirigente capace di lavorare in questa direzione. Ma bisogna cominciare subito, non si può rivendicare un articolo del NYT come un merito politico e poi non  presentarsi al BIT di Milano”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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