REGIONE – Turbolenze nella maggioranza

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CAMPOBASSO – L’area critica della maggioranza continua a sparare a salve sull’esecutivo e sul resto del centrodestra.

L’effetto a breve scadenza potrebbe essere l’implosione della stessa su situazioni sparse perché mai e poi mai possiamo credere che questa area che un giorno si e l’altro pure si continua ad avere l’obiettivo di riconquistare posizioni politiche all’interno della stessa chi per un fine e chi per un recupero di dignità politica di integrazione ad una sintesi che una volta comunque esisteva come regola fissa, possa con i propri tre voti mettere all’angolo il Governo Toma e tornare alle elezioni.

E così un giorno Iorio, un giorno la Romagnuolo un giorno la Calenda, a sprazzi anche Di Lucente e Niro con un piede e mezzo dentro e mezzo fuori, rendono la maggioranza una pentola a pressione dove il rischio dello scoppio comunque esiste. Abbiamo colto oggi un’altra margherita. La consigliera Filomena Calenda su un suo post sull’organizzazione dei lavori del Consiglio regionale e quindi delle date e convocazioni,  invita “alcuni consiglieri a mettere la testa sotto il cuscino“. Parla di “regolamenti che tutelano l’opposizione” che comunque definisce dei “signori” mentre “dalla maggioranza – continua-  molto spesso provengono aggressioni verbali e sgambetti etico morali”. Sulle proposte di legge la Calenda sottolinea che “vengono iscritte alcune per mera strumentalizzazione mentre trascurate altre che ricevono dopo audizioni pareri negativi nelle Commissioni” e poi dandosi ad un riferimento “contra aulico” dice di “continuare a rimanere stupita aspettando “a ciò che verrà avvistato quando si scioglie la neve”.

Continua a tenere il dente avvelenato anche l’altra “pasionaria” Aida Romagnuolo che annuncia di non fare sconti sulla votazione del Bilancio fra qualche settimana in arrivo in aula per il voto. Un documento che la Romagnuolo annuncia di volerselo prima studiare per bene e dove vorrà mettere un’impronta anche sua su alcuni temi e quindi interventi programmati nel sociale e sul lavoro. Questa tappa politica dell’anno certamente la più importante dal punto di vista tecnico per la tenuta della maggioranza, è il vero tagliando per il presidente Toma, che si ritroverà tra le mani da una parte un documento che non potrà stravolge per far quadrare una contabilità che come la volti e la giri scopre comunque dei vuoti nelle sue direzioni più importanti e dall’altra a gestire i sogni di due consigliere la Calenda e la Romagnuolo che non hanno mai mandato giù lo strappo con la Lega e quindi accettato il mantenimento dell’assessore Mazzuto al suo posto, un incarico che certamente rientrava o rientra nelle loro mire.

Un’altra fiches che verrà buttata sul tavolo di metà legislatura è quella che scaturirà certamente da un’ inevitabile revisione all’interno del centrodestra coincidente con la scadenza dei 2,5 anni della presidenza del Consiglio e dalla continua  esacerbazione nella conduzione di una contestazione da parte dell’ area più critica della maggioranza che comunque per il Governatore potrebbe essere una marcia da non poter sopportare ulteriormente nel delicato cammino di una Regione che nell’ultimo step del suo percorso deve cominciare a dotarsi di più coraggio e a viaggiare con maggiore speditezza con una Giunta operativa al massimo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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