TRASPORTI – Protesta contro le mancate risposte della politica, sciopero di 8 ore il 20 marzo

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CAMPOBASSO – Chiusura tratta ferroviaria Campobasso-Venafro per lavori, i sindacati di settore proclamano una prima azione di sciopero politico regionale di 8 ore per il giorno 20 marzo 2020.

La proclamazione dello sciopero determinerà l’astensione dal lavoro di tutti i dipendenti del Gestore Infrastruttura, delle imprese ferroviarie che svolgono servizio di trasporto passeggeri e merci e delle società che svolgono servizi in appalto a bordo treno quali pulizie agli impianti fissi, al materiale rotabile ed a bordo treno, ecc. Avviene tanto perché come sostengono  FILT CGIL – FIT CISL – UILTRASPORTI UGL FERROVIERI – FAST FERROVIE – ORSA TRASPORTI

 “A distanza di qualche mese e non avendo ricevuto alcun riscontro, le Organizzazioni Sindacali, a fronte di voci sempre più insistenti di una probabile ed imminente chiusura della tratta ferroviaria Campobasso – Venafro, indirizzarono lo scorso 20 dicembre una nuova richiesta d’incontro all’Assessore Regionale ai trasporti, richiamando peraltro le stesse argomentazioni e le stesse tematiche oggetto della prima missiva.

Anche questa nuova formale sollecitazione, tuttavia, non ha sortito alcuna attenzione da parte dell’Ente Regione al punto da costringere con estremo imbarazzo le parti sociali a promuovere formalmente una terza richiesta d’incontro spedita via pec lo scorso 29 gennaio sia all’Assessore Regionale ai trasporti ma anche ai vertici di Trenitalia e di RFI.

E oggi a distanza di quasi un mese da quest’ultimo tentativo, anch’esso andato a vuoto, la Regione continua a mostrare fondamentalmente una indisponibilità al confronto e un silenzio imbarazzante interrotto soltanto da dichiarazioni quantomeno inquietanti con le quali si invitano tutti coloro (sindacati compresi) che comprensibilmente manifestano preoccupazione e apprensione per le sorti del trasporto ferroviario in Molise, a “NON FARE TERRORISMO”.

La realtà – continuano i sindacati –  purtroppo è ben diversa e la vicenda della chiusura della tratta ferroviaria Campobasso – Venafro, legata peraltro a quelle necessarie opere infrastrutturali e di ammodernamento della rete attese invano da decenni, costituisce l’ultimo tassello di un quadro davvero desolante e per il quale, non a caso, anche nel trasporto su ferro (così come nel trasporto su gomma) il Molise rappresenta il deplorevole fanalino di coda del Paese.

E così mentre in questi giorni si celebrano nel nostro Paese i dieci anni dell’avvento dell’alta velocità e si rammentano gli indubbi benefici assicurati dalla cosiddetta “cura del ferro” anche in qualità di volano dell’economia (fonte Sole24ore: Nelle regioni meno ricche le città con stazione di alta velocità sono cresciute dell’8% contro lo 0,4% dei capoluoghi distanti più di due ore. Oltre sette punti e mezzo di differenza !), in Molise invece “si celebrano” questi risultati:

Treni con più di 15 anni di vetustà
MOLISE 72,7%
TOSCANA 12,2%
Elettrificazione della rete
MOLISE 22,7%
ITALIA 68,7%
Binario unico
MOLISE 91,3%
ITALIA 56,7%
Spesa delle regioni (incidenza bilancio)
MOLISE 0,13%
PUGLIA 1,18%

 

viaggiatori giornalieri anno 2011 anno 2018 %
MOLISE 4.500 4.000 -11,1%
EMILIA ROMAGNA 114.000 215.000 +88,6%

 

Un quadro sicuramente poco edificante e sul quale le responsabilità politiche di chi governa e di chi ha governato la Regione Molise in questi anni e che hanno ridotto il trasporto pubblico in queste condizioni, sono assolutamente lampanti. E per questo motivo non è altrettanto tollerabile che nel tentativo di nascondere le proprie inefficienze e le proprie responsabilità, ci si scagli contro il gestore del servizio o delle infrastrutture, minacciando sistematicamente la revoca della concessione o promettendo ai cittadini obiettivi difficilmente raggiungibili (vorremmo sapere direttamente dal gruppo FSI se e in quanto tempo, sarà possibile raggiungere Roma Termini in due ore e trenta!).

Fermo restando la piena condivisione delle Organizzazioni Sindacali affinché si realizzino gli importanti interventi infrastrutturali ferroviari a cominciare (ma non solo) dalla quanto mai necessaria elettrificazione della rete, non è tollerabile che un tema alquanto delicato come la chiusura dell’unica tratta ferroviaria davvero regionale, se si esclude la dorsale adriatica, possa essere affrontato senza un confronto serio con le parti sociali e più in generale con i portatori di interesse”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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