CRONACA – Archeologia, Rocchetta a Volturno in preda ai tombaroli

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ROCCHETTA A VOLTURNO – Depredati e rubati oggetti dal valore storico notevole. Il tutto, nell’indifferenza generale. È successo in uno dei castelli che domina la valle del Volturno. Il castello Battiloro di Rocchetta a Volturno.

Ruderi e panorama, storia e religione. Se si passeggia tra le rovine del vecchio borgo di Rocchetta Alta, ci si immerge in un ambiente dall’atmosfera mistica. Eppure, da molti anni, questo luogo incantato è completamente abbandonato, dall’amministrazione comunale, dalla Regione e da chi di competenza.

La porta prima di essere depredata (Foto Mimma Coia Fiorelli)

È di ieri una segnalazione di una fotografa che in una sua uscita ha segnalato la grave mancanza della pietra (a detta degli esperti, chiave di volta),  sopra la porta della chiesa. Da tempo, quel luogo, completamente lasciato all’incuria dalla diocesi e dagli organi preposti, sta subendo la depredazione di molti oggetti di culto e di interesse storico – archeologico. È diventata quindi una zona interessante per i famigerati tombaroli.

Eppure, le richieste di visite e passeggiate nel centro storico di Rocchetta sono numerose e frequenti. Il problema è che il tutto è impraticabile e soprattutto inaccessibile per la quantità di erbacce cresciute.

Un vero peccato perché Rocchetta a Volturno può annoverarsi tra i paesi di interesse artistico e culturale tra i più importanti in Regione. La zona non è accessibile e gran parte degli edifici, come la chiesa, sono sorretti da sostegni. Il tutto quindi è pericolante e pericoloso. Si consiglia quindi, per qualsiasi tipo di visite, di rivolgersi agli organi competenti nel paese (o portarsi un decespugliatore).

La fotografa in questione, Mimma Fiorelli, spiega: “Questo paese fu in gran parte abbandonato a causa di una serie di frane che lo minacciarono già dalla fine dell’Ottocento. In seguito a ulteriori eventi rovinosi, la popolazione si trasferì per la maggior parte a valle, dando luogo al borgo attuale che si sviluppa al centro di un altopiano. È stato acquistato da una società svedese da molti anni e la loro intenzione era di farci un albergo diffuso! Oggi, (25 febbraio 2020, ndr) sono tornata in questo luogo e con immensa tristezza ho notato che sono stati depredati dei gioielli architettonici, compreso il portale della chiesa che ora non esiste più. Il Molise nel totale abbandono!”.

Da un punto di vista urbanistico, l’area, da poco prima della chiesa di Sant’Antonio in su, è stata evacuata per motivi di pubblica incolumità. Questo significa che tecnicamente non si può intervenire  se prima non vengono studiati progetti di fattibilità per il recupero. In ogni caso, i beni pubblici vanno preservati.

La porta della chiesa oggi (Foto Mimma Coia Fiorelli)

Per i rocchettani, Rocchetta Alta è la storia del paese: da lì sono passate le generazioni ora anziane prima di spostarsi nella parte bassa. I riti religiosi e le feste venivano organizzate nella piazza di San Erasmo e davanti la chiesa che ha un panorama meraviglioso su Scapoli e le Mainarde.

Anche queste pratiche non troppo distanti nel tempo, pare oggi siano diventate anch’esse, o quasi, un ricordo. Tra i ruderi del castello.

Auspichiamo che siano state fatte le necessarie denunce, significherebbe quantomeno, un piccolo segnale di preoccupazione e attaccamento.

Una prassi dovuta!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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