CORONAVIRUS – Serve più responsabilità. Regole più rigide nei centri commerciali. Pugno di ferro a Termoli. Toma si appella ai cittadini

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CAMPOBASSO –  La città si blinda sulle ultime disposizioni del Consiglio dei Ministri mentre il sindaco Gravina rifinisce una serie di ordinanze che aumentano i controlli sulle attività commerciali e sui comportamenti della Comunità locale. Nel segno della responsabilità e della consapevolezza.

Siamo di fronte a una situazione sociale e sanitaria grave e pericolosa che potrebbe aprire scenari sconcertanti per la salute pubblica.

Avvertiamo, però, in città la mancanza di una giusta ponderazione del pericolo e dei danni che già sta producendo un’epidemia non meglio calcolata all’origine, arginata al momento ma pronta a straripare, misurata su provvedimenti precauzionali di cui i cittadini devono avere la piena coscienza. Vediamo, però, nei luoghi di assembramento, negli esercizi commerciali, come  le misure preventive siano ancora scarse poco osservate, anche perché i cittadini evidentemente non si vogliono adattare alla piena contezza di comportamenti che sono indispensabili obbligatori e vincolanti per sé e per gli altri. Non sono rispettate le distanze tra i clienti le casse sono scoperte al pubblico che non usa né guanti nè mascherine.  Qualche giorno fa mi sono trovato in un supermarket locale ed ho assistito ad un siparietto della serie  “ora va in onda l’idiozia”.

Una signora presentatasi alla cassa con i guanti è stata derisa da altra cliente che così commentava con la cassiera per l’utilizzo dei guanti “E’ antipatico l’uso dei guanti”. E la cassiera “In effetti è cosi”. Signori mie sveglia! Qui siamo in pericolo tutti. Questi sono comportamenti reazioni  da pressapochismo, da irresponsabili, le precauzioni del caso vanno prese anzi dovrebbero essere obbligatorie, chi si sente cosciente di tanto  e si adopera per ciò tutela anche gli altri. Negli esercizi commerciali si adottino le regole che vengono suggerite in maniera quasi obbligatoria con il massimo rigore. E anzi aggiungiamo  suggerendo al sindaco, la massima autorità sanitaria della città, di mettere in campo ordinanze in tal senso e uomini della Polizia locale per il rispetto di norme che appaiono elementari che sono l’abc in questa tragedia sanitaria, sono la prima minima prevenzione ma essenziale.

E bene ha fatto il sindaco Roberti  di Termoli, sebbene si trovi  in una città in cui il Coronavirus ha registrato più contagi,  che con provvedimenti rigorosissimi ha deliberato la chiusura dei bar dalle ore 18 della sera alle 6,00 del mattino e alle ore 23,00 per pizzerie e ristoranti oltre alla chiusura di locali notturni sale giochi e discoteche sale da ballo etc. Disponendo la sanificazione di spazi riservati pubblico. Per le palestre e negozi l’uso di mascherine e guanti monouso sono obbligatori con multe per i trasgressori che vanno da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro.

Nel suo ultimo comunicato il presidente Toma ci dà sostegno a quanto abbiamo accennato sopra. Si registra in giro troppa superficialità e quel senso di “incoscienza” nella valutazione di un pericolo che già ci ha toccato con le sue rovinose conseguenze e che con ogni mezzo si cerca di fermare per non produrne altre ancora più disastrose. Alcuni atteggiamenti e direi prese di posizione distanti dalla realtà quasi assunte su una presunta e inconscia superiorità intellettuale di tipo individuale verso chi caso mai si mantiene con i piedi per terra, non aiuta alcuno in questo momento anzi fa grossi danni. Sentite anche Toma cosa dice:

“Possiamo fare tutti i decreti e le ordinaze possibili ed immaginabili ma senza un forte patto tra istituzioni e cittadinanza senza il rispetto scrupoloso delle disposizioni avremo fallito l’obiettivo”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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