CORONAVIRUS – Molise: 23 contagiati. Paura a Riccia per il riscontro di 2 “positivi”. Quarantena per molte persone. Domani riapre il San Timoteo

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CAMPOBASSOCoronavirus bilancio della giornata, 23 i contagi in Molise, 24 con il paziente deceduto ieri.

Ad oggi altri 4 casi positivi, appartenenti al cluster di Montenero di Bisaccia un uomo e una donna ultrasessantenni e 2 del cluster di Riccia focolaio inatteso aperto da ieri che comprende un 87 enne il cui figlio in quarantena era rientrato dal Nord Italia ai primi di marzo, come ha spiegato il sindaco di Riccia Pietro Testa, quindi prima del Decreto del Governo e che comunque da qui si era dichiarato emesso in quarantena e un uomo di 55 anni.

sono in pazienti in terapia intensiva, 3 molisani e 2 lombardi, 6 i ricoverati a malattie infettive e 14 in isolamento sorvegliato. Ora ovviamente quello che fa più paura di tutti e soprattutto a Riccia è il caso dell’87enne che pare al momento in buone condizioni e la situazione di quarantena decretata nel paese fortorino attuata dalla Asrem che stamattina ha cercato di ricostruire  tutta la catena dei contatti delle due persone che hanno provocato il provvedimento  e che ha proceduto alle prime misure preventive per contenere i contagi.

Nelle prossime ore sono in programma ulteriori tamponi mentre il direttore Asrem  sul caso Riccia continua a dire che tale pratica va fatta soltanto a chi ha avuto contatti diretti con persone che comunque evidenzino sintomi  specifici della malattia. Florenzano  ha confermato, pertanto, che le persone che hanno avuto frequenza soprattutto i familiari con gli interessati trovati positivi sono stati posti in isolamento domiciliare e ovviamente segnalati per i controlli dovuti da qui in avanti.

In giornata era circolata anche la voce di un probabile contagio al reparto di Medicina del Cardarelli non confermata dal diggi Asrem, Quest’ultimo ha spiegato che se ci fosse un caso del genere di essere pronti a fronteggiare tanto.

Domani riaprirà il San Timoteo di Termoli, finite le operazioni di sanificazione. L’ospedale si avvierà in modo contingentato a step un pò alla volta per avere la piena operatività in maniera programmata nel tempo.

Sulla riapertura del Vietri di Larino e del Santissimo Rosario di Venafro il presidente della Regione Toma non appare molto convinto, certo invece che in caso di necessità i ricoveri da Coronavirus abbiano la loro accoglienza tutti al Cardarelli dove potrebbero essere reperiti altri spazi, camere per ricoveri  se ce ne fosse bisogno in particolare per la terapia intensiva. In ultima analisi il Governatore  pensa anche a strutture mobili fuori dell’ospedale del capoluogo regionale convinto che la centralità per tutte le operazioni di questa emergenza debbano essere accentrati nello stesso luogo. Al Vietri di Larino e al SS. Rosario di Venafro potrebbero essere spostati alcuni servizi che in caso eccezionale non potrebbero essere svolti al Cardarelli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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