
VENAFRO – Stano (ma neanche tanto) ma vero! Con l’emergenza Coronavirus Venafro è deserta, ma i valori che stimano l’inquinamento sono in rialzo.
Nonostante la calma, le regole ferree emanate dal Governo centrale, la città di confine molisana si trova a fronteggiare la stessa emergenza di sempre: l’inquinamento.
Non c’è traffico, molte fabbriche del nucleo industriale sono ferme. Allora cos’è che porta i valori ad aumentare? A domandarselo sono prima di tutto i cittadini attraverso i comitati e sulle pagine Facebook, ma l’appello pare essere sempre ignorato.
Nel dibattito è intervenuto anche Vittorio Nola, unico esponente politico a occuparsi della vicenda chiedendo verifiche e chiarimenti a Toma.
Infine, un gruppo di ricercatori della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), in collaborazione con le Università degli studi di Bari e di Bologna, hanno esaminato i dati pubblicati sui siti delle ARPA (le Agenzie regionali per la protezione ambientale) relativi a tutte le centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge (50 microg/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane. Parallelamente, hanno analizzato i casi di contagio da COVID-19 riportati sul sito della Protezione Civile, arrivando alla conclusione che “esiste una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo dal 10 al 29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo“.
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