CORONAVIRUS – Anche la CGIL fa appello a Toma per la riapertura dei nosocomi di Larino e Venafro

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CAMPOBASSO – Un coro unanime, quello che vuole la riapertura del Vietri di Larino e del S.S. Rosario di Venafro. Ad aggiungersi alla lunga lista di appelli al presidente Donato Toma, ance la CGIL .

Il sindacato si accoda ai numerosi appelli per la riapertura del Vietri e del S.S. Rosario. Lo chiedono in una lunga nota stampa

 In questi giorni tanti di noi stanno lavorando  in silenzio e senza clamore, fornendo anche indicazioni alle strutture nazionali di riferimento, per provare ad affrontare i  problemi legati a questa fase di emergenza determinata dalla diffusione del COVID-19 che crea uno scenario inedito sia nella gestione delle relazioni sociali che in quella dei rapporti di lavoro nei diversi settori.

Indispensabile, in questo ore, è stato il confronto Nazionale tra politica e parti sociali. Fondamentale è stato anche il contributo fornito dal sindacato che, con grande senso di responsabilità, ha svolto il suo ruolo avanzando piattaforme che sono state recepite nell’emanazione dei diversi protocolli Nazionali e locali mantenendo fede a un impegno che tende a superare l’emergenza guardando in ogni caso al futuro della nostra Nazione e dei rapporti che regolano la più o meno civile convivenza globale.

Nel variegato mondo della comunicazione troppo spesso assistiamo a legittime esternazioni di chi pensa che riorganizzare il sistema Paese sia equiparabile ad accendere o spegnere una luce o aprire e chiudere una porta.

In questa ottica, rispetto ad una prima interpretazione dei diversi DPCM, nella consapevolezza che le risorse stanziate, per quanto ingenti, sono insufficienti per dare risposte alla totalità dei soggetti coinvolti in questa drammatica emergenza,  diciamo che sicuramente si poteva fare di più e meglio ma tanto è stato fatto e tanto c’è ancora da fare se è vero come è vero che il modello Italia è assunto come esempio anche da altre nazioni.

Appare, in questa sede, finanche superfluo ribadire il pieno sostegno e la solidarietà alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che non si sono fermati : medici, infermieri, addetti alle mense ospedaliere, manutentori, operai, collaboratori scolastici e assistenti amministrativi, docenti convertiti alla didattica on line,  autotrasportatori, addetti alla distribuzione di generi alimentari e di prima necessita, benzinai, operai, giornalisti, edicolanti, lavoratori della Pubblica Amministrazione e chiedo scusa se dimentico qualcuno.

Il LAVORO è ancora una volta elemento imprescindibile per affrontare il presente e per guardare al futuro.

Inevitabilmente, in ambito locale, si sta (ri)proponendo anche la polemica sullo sfascio del sistema sanitario in realtà non solo molisano.

La devastazione praticata nel tempo al sistema sanitario pubblico ha mostrato, nelle ultime settimane, il suo lato più drammatico.

Ma non è questo il tempo delle polemiche e ci saranno sicuramente occasioni per presentare, a chi di dovere, il conto salato per le scelte nel propinare un menù poco appetibile che ha, in tempi normali, avvantaggiato un’offerta sanitaria troppo spesso  paragonabile ad un affare tra pochi da perpetrare sulla pelle di tanti cittadini.

Nelle ultime settimane, fuori dai palcoscenici mediatici, abbiamo lavorato per produrre una analisi approfondita del complesso sanitario locale e abbiamo  chiesto, con prudenza, di valutare, nell’immediato, le azioni e le risorse (economiche ed umane) necessarie per la riapertura degli ospedali molisani dismessi ribadendo la piena consapevolezza che riattivare strutture che devono fornire assistenza medica specialistica e anche emergenziale richiede una serie di azioni che non possono in nessun caso cadere nella semplificazione e nella strumentalizzazione degli argomenti sia per la trasversalità degli operatori che sono necessari per la piena funzionalità di questa tipologia di strutture (medici, operatori sanitari, addetti a mense e pulizie, manutentori…) che per la verifica dello stato delle infrastrutture.

Con l’emanazione dell’ultimo DPCM qualche elemento di certezza in più è stato sicuramente acquisito e con l’attribuzione delle risorse ai diversi territori e con l’avvio della declinazione locale dei provvedimenti relativi anche al reclutamento del personale medico e infermieristico (stiamo attendendo chiarimenti sul fabbisogno del personale di assistenza logistica) possiamo seriamente chiedere di valutare concretamente la riapertura in tempi certi degli ospedali di Larino e di Venafro che, con interventi straordinari e mirati, potrebbero rappresentare un valido supporto non solo all’emergenza determinata dalla diffusione del CORONAVIRUS in Regione ma all’intero Sistema Sanitario che, mai come in questo momento, deve assumere le sembianze di un Sistema di assistenza Nazionale teso a garantire il diritto universale alla salute.

La CGIL sarà in campo con la categoria e con tutte le sue strutture per contribuire a determinare azioni tese ad affrontare le diverse problematiche garantendo il diritto alla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini che in questa fase complicata stanno vivendo momenti di sconforto e smarrimento provocati sicuramente dall’emergenza ma anche dalla trascuratezza determinata in materia di welfare e “grazie” a scelte sanitarie che ha visto la nostra Regione sottoposta ad egida commissariale sottostante a retro governo politico per quasi tredici anni con scarsi risultati in termini di offerta sanitaria pubblica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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