VENAFRO – Didattica a distanza, la Preside Concilio «L’Istituto “A. Giordano” trasforma l’emergenza in opportunitá»

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VENAFRO – Didattica a distanza è diventata la parola d’ordine per le scuole in seguito alla sospensione delle attività didattiche dovuta all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Le scuole si sono dovute attivare a tempo di record con i mezzi a loro disposizione per assicurare ai propri studenti e alle proprie studentesse la prosecuzione del percorso didattico, seppure a distanza. L’Istituto omnicomprensivo “A. Giordano” ha immediatamente risposto all’appello del Ministero, attivando la didattica a distanza già da sabato 7 marzo, due giorni dopo la sospensione delle attività didattiche in tutta Italia. Per partire si è utilizzato il mezzo più semplice a disposizione di tutti: il registro elettronico con le funzionalità della bacheca per condividere file, link o materiali didattici.

Nel frattempo si è implementata la piattaforma G Suite for Education, attivata già da alcuni anni dal professore di informatica Massimo D’Ambrosio.

La scuola ha inviato l’informativa su G Suite ai genitori che hanno autorizzato all’utilizzo tramite registro elettronico. L’Animatore Digitale, prof. Nicola Pupo D’Andrea, che gestisce la piattaforma per l’istituto, nel corso della settimana ha creato gli account di tutti i docenti e di tutti gli alunni e ha tenuto corsi di formazione per i docenti sull’utilizzo della piattaforma, usata anche per effettuare in videoconferenza con Google Meet il Collegio dei docenti.

Così, da lunedì 16 marzo, ogni insegnante – dalla scuola primaria alla secondaria di II grado – in base ad una programmazione settimanale che rientri nella progettazione didattico-educativa di classe per ciascuna disciplina, svolgerà attività didattica a distanza sia in modalità asincrona sia sincrona nel modo seguente: per ogni settimana i docenti forniscono link a video o risorse digitali, oppure paragrafi o esercizi del libro di testo in adozione, materiali per spiegazioni, approfondimenti, che gli studenti fruiscono in autonomia. In un secondo momento, con la modalità sincrona, i docenti potranno, con una loro videolezione, recuperare e/o consolidare gli argomenti trattati in modalità asincrona. È la metodologia della Flipped classroom in rete!

I docenti, dunque, utilizzeranno, per le attività asincrone, la Bacheca ARGO Did UP per la trascrizione delle attività svolte o da svolgere, Google drive per la condivisione e archiviazione di documenti, Google Classroom per la creazione di corsi, Google documenti e Google moduli per la gestione di eventuali verifiche formative online. Le attività sincrone, invece, consisteranno in videolezioni con utilizzo di chat, videochiamate e, preferibilmente, dell’applicazione Google Meet di G Suite. Anche le docenti della scuola dell’infanzia sono state invitate ad ideare attività (schede, poesie, video e audio…), da poter condividere attraverso i rappresentanti dei genitori con i piccoli alunni, e ad erogare, se possibile, una didattica in modalità sincrona, per dare modo ai bambini e alle bambine di poter mantenere un contatto anche visivo con le maestre. “Sono estremamente orgogliosa – afferma il Dirigente scolastico, Carmela Concilio – di come i docenti abbiano reagito di fronte alla richiesta, in questo momento difficilissimo per il nostro Paese e per la scuola, di erogare un tipo di didattica che non si era mai sperimentata come unica modalità per interagire con gli alunni. Li ringrazio uno per uno per la collaborazione, lo spirito di servizio, il desiderio e l’umiltà di mettersi in gioco, l’impegno a favore del successo formativo degli alunni. Ringrazio per l’encomiabile lavoro, che ha permesso in brevissimo tempo l’utilizzo della piattaforma G Suite, l’animatore digitale e i collaboratori della presidenza: senza una squadra operosa e ben affiatata non si va da nessuna parte!”. È evidente che si tratta di un tipo di didattica che non può e non deve sostituire completamente il confronto e l’interazione in presenza dei docenti con gli alunni, ma si tratta di una riflessione che in questo momento appare superflua: le scuole si sono dovute riorganizzare, reinventare, facendo appello all’impegno e alla creatività di docenti, alunni e famiglie per non interrompere il dialogo didattico-educativo. Sentite e incoraggianti le parole rivolte dalla preside agli studenti in una lettera: “Essere giovani comporta un bisogno fisiologico e implicito di uscire, di scoprire il mondo, di intessere relazioni. Vi abbiamo insegnato che è il mondo è la vostra casa; vi abbiamo detto che siete il nostro futuro e che niente avrebbe dovuto piegare il vostro diritto alla libertà. Oggi vi diciamo l’esatto contrario. Vi chiediamo di rimanere in casa. […] La scuola non ha senso senza di voi che siete il fulcro e lo scopo di tutto ciò che viene messo in campo per il servizio di istruzione e formazione. SCUOLA, però, è anche comunità educante, comunione di intenti, condivisione e collaborazione, ed è questo che vi chiedo per continuare il nostro progetto formativo, anche e soprattutto a distanza: sentitevi parte di una comunità, anche se “virtuale”, improntata all’impegno, alla solidarietà e al rispetto reciproco. […] In questo tempo, dunque, approfittiamo per stare anche un po’ da soli con noi stessi, meditiamo sulla condizione fortunata di vita di tanti di noi, leggiamo buoni libri, ascoltiamo musica, guardiamo film e trascorriamo del tempo con la nostra famiglia. Voi ragazzi, però, avete anche un altro impegno, un dovere fondamentale che è quello di studiare: come gli adulti, anche voi “lavorerete” in smart working…”. All’Istituto omnicomprensivo “A. Giordano” il Coronavirus ha fatto perdere poche ore di scuola agli studenti, sebbene le lezioni a distanza non fossero una pratica abituale. “Il nostro obiettivo, adesso, – continua la preside Concilio – è non lasciare indietro nessuno studente: stiamo monitorando il grado di partecipazione degli alunni alle attività didattiche a distanza per conoscere il numero di coloro che non possiedono dispositivi o rete per la connessione. La scuola cercherà soluzioni concrete al problema per far in modo che la didattica sia sì a distanza ma sempre inclusiva”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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