VENAFRO – I “Favor’“ di San Giusepp, oggi restano solo i ricordi della magnifica festa collettiva negli antichi quartieri

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VENAFRO – Tante nel periodo le iniziative annullate al fine di evitare assembramenti di persone e pericoli di contagio da coronavirus.

Tra queste da segnalare anche “I favor’“ della serata odierna a Venafro, i tipici e tradizionali falò della giornata di San Giuseppe in tante piazze piccole e grandi sia del centro storico che dei nuovi quartieri della pianura. Nella ricorrenza del Santo Protettore del focolare domestico, della famiglia e del lavoro, San Giuseppe appunto, per la prima volta nella storia cittadina non ci sarà alcun “favor’“, alcun falò sia nel centro storico che nei nuovi quartieri di periferia e per tornare ad accenderne, così come storia, cultura e tradizione locali hanno sempre fatto, bisognerà attendere il 19 marzo del 2021, ossia tempi diversi e migliori.

Ed allora non potendo accenderli, e con l’auspicio di farlo il prossimo anno, ricordiamo “ i favor’ “ venafrani del passato, eventi sociali della massima partecipazione popolare. Nelle settimane precedenti si andava in giro per il paese e la campagna a chiedere legna cantando il tipico ritornello in dialetto venafrano “ Alla lena, alla lena, San Giesepp’ z’ mor’ r’ fridd’ “ (Alla legna, alla legna, San Giuseppe muore di freddo). La gente non si tirava indietro, offrendo volentieri un po’ di legna che veniva ammassata e custodita settimane intere nei singoli rioni per accenderla poi a Porta Nova, a San Francesco, al Capo Croce, a Cristo, alle Manganelle, all’Annunziata, al Colle, al Mercato, ossia in tutti gli antichi quartieri nella prima serata del 19 marzo. Arrivata la fatidica data, nei singoli rioni si componevano con tanta maestria ed accortezza enormi cataste di legna, “ i favor’ “ appunto, ed appena scendeva la sera vi si dava fuoco, mentre tutt’intorno cominciava la festa. Tutti uscivano dalle case, in molti portavano in piazza qualcosa da mangiare e bere, e non mancavano chitarre e fisarmoniche per suonare, cantare e ballare. Il popolo cioè si ritrovava e si divertiva attorno ai “ favor’ “ sino a notte fonda, col massimo della simpatia e della socializzazione. Quest’anno, come detto, tutto questo non avverrà, e la perdita non è da poco! Speriamo perciò in tempi futuri migliori e diversi, in cui tutti indistintamente credono in maniera certa.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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