REGIONE – Emergenza Coronavirus, il messaggio del presidente Micone

Salvatore Micone
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CAMPOBASSO –  Vicinanza e cordoglio alle famiglie he hanno perso loro cari per l’infezione da Coronavirus, solidarietà a quanti ancora combattono per uscire definitivamente dalla malattia e a quanti operano con eccezionale senso del sacrificio del dovere e con grande umanità dentro e fuori gli ospedali.

Il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone si è soffermato su tanto prima dell’apertura dei lavori dell’assise consiliare svoltasi via telematica osservando

“Oggi ci troviamo a svolgere una seduta consiliare inconsueta, nella sostanza degli argomenti da trattare e nella sua modalità di svolgimento, che affronterà una tematica fino ad oggi sconosciuta e che mai avremmo pensato di dover esaminare. Stiamo vivendo giorni terribili, giorni insoliti, giorni inaspettati, giorni epocali. Giornate che rubano ogni nostra certezza e che vedono protagoniste l’angoscia, la paura, i sacrifici. Giorni che inesorabilmente stanno scorrendo e che viviamo scrivendo pagine tristi della storia dell’umanità.

Siamo passati da un cielo sereno alla pioggia, in un modo repentino ed irruento, fino ad arrivare alla tempesta che, impetuosamente, mette a dura prova il bene più prezioso ed il diritto irripetibile che ognuno di noi possiede: la Vita. In questi giorni di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19, che vanno facendosi via via settimane, stiamo assistendo, da un lato, all’aumento incontrollabile dei contagi nel nostro Paese che provoca migliaia di malati e purtroppo di vittime quotidiane, e, dall’altro, all’inevitabile erosione progressiva delle nostre libertà individuali che, dall’avvento dell’Italia repubblicana in poi, non avremmo probabilmente mai neanche immaginato potessero essere compresse e limitate. Emergenza che ci obbliga a tenere distanze sociali ed interfamiliari, che ci ha fatto scoprire la solitudine in un mondo globalizzato e che ci impone drastiche restrizioni.

Libertà limitate ed economia nazionale bloccata, un’emergenza sanitaria, economica e sociale che soggiacciono al bene Vita ed alla tutela della salute pubblica. Sforzi immani e duri sacrifici che ci vengono richiesti e che noi dobbiamo imporci, con smisurata responsabilità e con enorme senso civico, e dobbiamo credere che il “rimanere a casa” debba essere concepito come “mi proteggo, proteggo gli altri e posso continuare a produrre o addirittura produrre cose nuove attraverso gli stessi mezzi”. Mai avremmo pensato di vivere una pandemia sanitaria mondiale, che da un giorno all’altro ha stravolto e continua stravolgere il nostro vivere quotidiano, una battaglia epidemiologica invisibile che non si vede, ma c’è e sembra aver deciso di voler mettere un punto al nostro modo di vivere, che fino a poco più di un mese fa era frenetico, a ritmi pieni, forse anche scontato.

E adesso spetta a noi tutti il gravoso e fondamentale compito di trasformare questo punto in una virgola, in una pausa che non sappiamo quanto durerà ma dobbiamo continuare a vivere, andare avanti e, soprattutto, sostenere quanto più possibile chi, in questa emergenza, ogni giorno è in prima linea, in trincea come protagonista indispensabile ed essenziale di questa battaglia: i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari con il loro lavoro straordinario ed incessante che prestano nelle strutture sanitarie della nostra regione, le Forze dell’Ordine con il loro contributo quotidiano, la Protezione civile ed i suoi volontari attraverso il lavoro capillare sul territorio e senza sosta, i Sindaci che hanno la grande responsabilità di tutelare l’incolumità e la salute delle proprie comunità spesso accompagnata dal grande peso e dal coraggio di dover prendere decisioni indispensabili e scelte drastiche, i farmacisti, gli addetti dei supermercati, gli addetti alle pulizie, gli autotrasportatori, gli operai e tutti coloro che garantiscono i beni ed i servizi essenziali, gli insegnanti che continuano a garantire l’istruzione dei nostri figli, i volontari e le persone

che si  prendono cura degli anziani, dei disabili, delle persone non autosufficienti, dei malati, delle persone con difficoltà economiche e sociali, al Governo regionale che, insieme all’intero apparato della macchina amministrativa, sta fronteggiando tutte le problematiche e le relative conseguenze derivanti dall’emergenza tutto questo coadiuvato dai numerosi contributi solidali che persone, attività ed associazioni stanno apportando alla nostra sanità regionale ed ai molisani nella maniera più disparata dimostrando un grande cuore, a tutti loro va il mio infinito GRAZIE, in primis da cittadino e poi come Presidente di questo Consesso.

“Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante e ci siamo ritrovati impauriti e smarriti, presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”. Il messaggio che ha voluto lasciare al mondo Papa Francesco, claudicante sotto la pioggia in una deserta Piazza San Pietro durante la Benedizione Urbi et Orbi di venerdì scorso, ci sia da insegnamento e scuota le nostre coscienze. In questo momento difficile e delicato, mettiamo in stand-by le diverse e divergenti visioni politiche ed i dibattiti che da esse ne discendono, ricordiamoci che siamo tutti sulla stessi barca e siamo chiamati a remare insieme.

Pertanto, facciamo in modo che questa Assemblea diventi il luogo di confronto e il cuore propulsivo di iniziative unanimi, forse come non è accaduto mai, che agisce con unità d’intenti creando una meticolosa e solida rete di forze ed attività da mettere in campo facendo prevalere esclusivamente l’interesse collettivo, la vicinanza alle comunità ed al territorio molisano e che sostiene attraverso azioni concrete e celeri le istanze economiche e sociali dei cittadini e delle realtà imprenditoriali locali. Prima di dare la parola al Presidente della Giunta regionale che ci relazionerà sugli sviluppi dell’emergenza e ci illustrerà il piano sanitario messo in atto, oltre a tutte le misure poste in essere per arginare il contagio, ritengo doveroso rivolgere un pensiero ed osservare un minuto di raccoglimento per commemorare le migliaia di vittime di questa pandemia.

Migliaia di persone che hanno perso la vita e lasciato improvvisamente i loro cari con un distacco e dolore reso ancor più atroce dalla tristezza di non aver potuto condividere la malattia con i loro cari, né aver potuto ricevere calore e conforto, né un’ultima carezza ed hanno dovuto percorrere nella più desolante solitudine l’ultimo tratto della loro vita, senza nemmeno vedersi celebrare il commiato dalle comunità di appartenenza. Sono andate via in punta di piedi in un silenzio assordante, a loro va il nostro pensiero ed alle loro famiglie la nostra vicinanza”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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