VENAFRO – Comune, lavoratori socialmente utili: Ricci fa chiarezza

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VENAFRO – Lavoratori socialmente utili: la Corte d’Appello condanna il Comune al risarcimento. Ribaltata la sentenza di primo grado.

Ai lavoratori socialmente utili che hanno fatto ricorso, riconosciuto il pagamento di 100 mila euro. Secondo i giudici, sono stati impiegati come dipendenti ordinari. Il commento del sindaco attuale Ricci.

“Nei giorni della piena emergenza epidemiologica al Comune sono arrivate tre sentenze della Corte di Appello di Campobasso, con cui il Comune è stato condannato a pagare somme ingenti a tre ex lavoratori socialmente utili. Altre sentenze sono previste sulla stessa vicenda, e non è escluso che avranno contenuti analoghi.

Complessivamente per il Comune di Venafro si potrebbe profilare una tegola tra i 400.000 e i 500.000 euro“.

Il sindaco Ricci commenta partendo da lontano per quanto è capitato oggi  che ha origini, da quanto dichiarato sempre sallo stesso primo cittadino, qualche decennio fa quando a capo dell’amministrazione venafrana c’era Nicandro Cotugno. Definisce questa vicenda molto “buia” laddove 10 Lsu nel periodo tra il 2010-2011 furono messi fuori dal lavoro.

“Sebbene le tante promesse fatte negli anni precedenti – osserva il sindaco Ricci -. Eppure il piano all’epoca predisposto dalla Regione, sulla base di un accordo con il Ministero del Lavoro, prevedeva che per diversi anni lo stipendio fosse pagato con fondi regionali. In quel periodo ero consigliere comunale di opposizione e ricordo ancora quella mattina di gennaio 2011, quando ricevetti la telefonata di uno di questi lavoratori che, in lacrime, mi comunicava che erano stati chiamati i carabinieri per cacciarli dal posto di lavoro.

Oltre tutto, la Regione Molise, onde evitare che il Comune di Venafro fosse l’unico ente a non avere stabilizzato gli LSU, aveva concesso d’ufficio – senza richiesta dell’Amministrazione – una proroga che avrebbe consentito al Comune di continuare ad avvalersi degli LSU: ma quella proroga venne rifiutata”. – Ricci puntualizza ancora – “Probabilmente quei lavoratori, nell’attuale momento di carenza di personale per il Comune, avrebbero potuto dare una mano importante a portare avanti la macchina amministrativa.

Sta di fatto che, sfumata la possibilità di stabilizzazione, alcuni di quegli ex LSU decisero di agire in giudizio contro il Comune per rivendicare una serie di diritti relativi al periodo in cui avevano lavorato.

Il Tribunale di Isernia diede loro torto. Ma alcuni di essi decisero di proporre appello e, ora, sono arrivate le pronunce della Corte di Appello, con cui la sentenza di primo grado è stata ribaltato.”

Il Comune di Venafro ora si trova con un debito notevole da sopportare.

“Stiamo valutando il da farsi con i legali sul debito del Comune. – conclude Ricci – Al momento, però, vi è di certo che il Comune si ritrova un debito enorme con il rischio di compromettere i servizi per i cittadini e i sacrifici degli ultimi anni, e con diversi ex lavoratori ancora in attesa di conoscere quale sarà il loro destino”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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