ASSEMBLEE SCUOLA – Flc Cgil “No ad avvio anno scolastico con i 750 insegnanti e Ata. No ora a prove conscorsuali”

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CAMPOBASSO – Sicurezza, stabilizzazioni e un piano straordinario di investimenti, solo cosi si esce dall’emergenza.

Tanto è merso nella giornata di mobilitazione dei lavoratori della scuola, con assemblee che si sono svolte in modalità videoconferenza in tutto il Molise. Nei tre incontri (uno per la provincia di Isernia e due per quella di Campobasso) svoltisi  in modalità on line organizzati i da FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams si è discusso con oltre 400 lavoratori delle problematiche legate all’emergenza in atto, alle modalità di svolgimento del lavoro imposte dal lockdown ma ancor più su quelle che caratterizzeranno la ripresa delle attività in presenza. Modi nuovi di lavorare che richiedono anche intese sindacali propedeutiche alle necessarie integrazioni della disciplina contrattuale, qualora si presentasse anche nel prossimo anno scolastico la necessità di ricorrervi.

“La mobilitazione telematica ha visto una grande partecipazione- ha detto il segretario regionale della Flc Cgil Pino La Fratta – tanto che l’elevato numero di contatti ha messo più volte a dura prova le piattaforme, affollando le aule virtuali allestite. Anche se in modalità a distanza, abbiamo promosso e reso possibile una vicinanza tra i lavoratori di cui tutti sentiamo quanto mai bisogno. Da questa emergenza si può uscire, oltre che con ingenti investimenti finanziari, solo rafforzando solidarietà e coesione, in questo senso il sindacato gioca un ruolo decisivo.

Dagli interventi è emerso un forte e diffuso desiderio di ritorno alle attività in presenza, ma è imprescindibile che siano assicurati protocolli e procedure che garantiscano la tutela della salute e della sicurezza, a partire dal prossimo Esame di stato.  Si tratta di una tutela che riguarda il personale, ma si estende in generale agli alunni e di riflesso alle loro famiglie. L’incontro di ieri tra le OO.SS nazionali e il Comitato Tecnico Scientifico dimostra la complessità di intervento sul settore, non è certo un caso se la scuola è stata l’unica categoria consultata in modo diretto e specifico dal CTS. Grande spazio hanno trovato anche i temi del contrasto alla precarietà, in una situazione che impone di assicurare alle scuole risorse adeguate per gestire una ripresa delle attività condizionata dall’obbligo di osservare misure ancora indispensabili di cosiddetto “distanziamento sociale”.

Lavorare con gruppi più ristretti di alunni, assicurare l’assistenza e la sorveglianza necessarie, non si può certo fare a costo zero, servono più insegnanti e più collaboratori, interventi sull’edilizia scolastica e l’utilizzo di strutture che vanno individuate subito. Servono presìdi sanitari di supporto e prevenzione e serve stabilità del lavoro non è pensabile che una gestione complessa come quella che ci attende dal primo settembre, con tante regole e procedure da seguire scrupolosamente, si possa reggere senza avere tutte le risorse di personale stabilmente a disposizione. Guai se ci ritrovassimo in quella fase con una marea di posti coperti precariamente. Ricordiamo che in Molise l’anno scolastico rischi di aprirsi con oltre 750 precari tra docenti ed ATA: una situazione che va assolutamente evitata, così come è da escludere che possano svolgersi in presenza, nell’attuale fase di emergenza, le annunciate prove concorsuali.

Su tutti questi temi occorre agire subito, a livello nazionale ma anche a livello locale, dedicando da subito attenzione ad altre tematiche che non possono essere ignorate.   Per ripartire in sicurezza a settembre sarà importante tenere presente la connessione tra i diversi settori (trasporti, servizi, mense etc), ragionare su modalità flessibili e inedite di organizzazione dei luoghi di lavoro, aprire spazi di riflessione sociale per approfondire le diverse tematiche costituendo gruppi territoriali di settore. Non è il momento della disintermediazione e delle impuntature ideologiche”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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