SANITA’ – Toma va vanti con il suo progetto. Padiglione anticovid al Cardarelli. Sul deficit sanità di 103 milioni riferirà in Consiglio

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CAMPOBASSO – Sanità: una croce addosso al Governatore Toma.

Un settore che ormai ha bisogno di una riconfigurazione strutturale e programmatica seria, improcrastinabile. E’ necessaria una revisione territoriale organica, adeguata ai presidi già esistenti, mai o poco utilizzati e alla rete ospedaliera esistente intorno a cui la confusione è tanta e le incertezze per il ruolo che assumeranno in un prossimo futuro tantissime. Nei disagi che sono venuti fuori con la pandemia da Covid 19 momento in cui ancora più forte si avverte l’esigenza di un ripensamento del modello ospedaliero e della funzione del  privato.

Toma ne ha parlato per sommi capi stamane durante la conferenza stampa tenuta al “Cardarelli” durante l’inaugurazione del nuovo tomografo a risonanza magnetica assegnato alla radiodiagnostica del noscomio cittadino che nelle intenzioni del Governatore dovrebbe ridiventare il centro pilota ospedaliero regionale.

“Ridisegneremo la sanità su basi organiche – ha detto Toma–  su quanto di meglio abbiamo e quindi con un ospedale di secondo livello a Campobasso due ospedali di primo livello a Termoli e Isernia a cui si aggiungeranno il “Vietri” di Larino e il “Santissimo Rosario” di Venafro. Per il “Caracciolo” di Agnone prevediamo un ospedale di area disagiata con il potenziamento di alcuni reparti e attraverso il perfezionamento di accordi di confine con l’Alto vastese. Ovviamente con la riorganizzazione del sistema sanitario all’indomani dell’emergenza Covid dovremo ridisegnare un sistema efficiente e che copra tutto il territorio regionale. Dobbiamo saper sfruttare questo momento per utilizzare al meglio le risorse destinate alla sanità visto che il Molise ha numeri che contano poco”.

Si tocca il tasto dolente, l’Ospedale antiCovid. Dove farlo. Le ipotesi vanno da Larino a Venafro. Ma  ormai si sa che il presidente Toma ha l’idea fissa di conservare e implementare  al “Cardarelli” l’Unità operativa di malattie infettive con tutti gli annessi presidi di comorbilità correlati all’infezione. E quindi la prospettiva è quella di creare un padiglione nell’ospedale regionale con l’obiettivo di realizzare altri 6 posti per la terapia intensiva tutto questo per arrivare a quei 50 posti totali in regione così come prevede il nuovo Pos.

Sul Commissariamento della sanità e non bastava il Piano di rientro, il Governatore si sa come la pensa. Ribadisce che  la scelta del commissariamento da parte del Governo nazionale, al di là delle persone che sono arrivate in Molise, sulle quali non ha nulla di personale, ha portato la sanità locale ad una evidente paralisi.

“Avevo avuto dal ministro Speranza assicurazione che la fine del commissariamento si sarebbe avuta entro giugno alla fine dei 6 mesi. Ora però dobbiamo aspettare probabilmente ancora qualche altro mese. Non ho nulla contro i Commissari. Io ce l’ho contro l’istituto del commissariamento. Ora come ora abbiamo le mani legate”.

Sanità, deficit alle stelle: 103 milioni di euro. Come si fa per cancellarlo “Di questi 86 milioni sono contributi Inps sospesi relativi al sisma del 2002. Ho parlato con il direttore dell’Inps e su quanto ne è scaturito informerò il Consiglio regionale prossimamente. Non ho alcuna intenzione di chiedere soldi alla Conferenza Stato Regioni per tamponare questa falla insisterò su una mia linea di azione. Vedremo! Intanto abbiamo pagato i fornitori della sanità  con 32 milioni di euro girati ad Asrem”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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