LEGAMBIENTE – “Voler bene all’Italia” 11 Comuni del Molise fanno appello al Premier Conte

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CAMPOBASSO –  “Riconnettiamo il Paese” è lo slogan, quest’anno, di Voler Bene all’Italia, la festa dei piccoli comuni promossa da Legambiente, con Uncem e Symbola e un vasto comitato, e che dal 2004 si celebra il 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica.

Oggi più che mai, dopo la lunga emergenza provocata dal coronavirus, Voler Bene all’Italia interpreta l’urgenza di un percorso comune di rinascita, che vede le comunità e i territori ancora più decisivi per la ripartenza del nostro Paese, e la Festa della Repubblica rappresenta una grande occasione di coesione per stare affianco ai piccoli comuni.

Offrire ai sindaci dei piccoli comuni e ai territori che rappresentano l’attenzione necessaria, celebrando al tempo stesso l’unità nazionale, è dunque l’obiettivo di questa campagna che, con la partnership di Open Fiber, sarà realizzata nel rispetto delle disposizioni di sicurezza previste per eventuali eventi territoriali ma, soprattutto, trasformando il ponte che va dal 31 maggio al 2 giugno in una grande piazza virtuale accompagnata da una campagna social.

L’hashtag #RiconnettiamoilPaese segnala quanto oggi sia ancora più urgente di prima che al centro delle infrastrutture per la ripartenza dell’economia ci sia la connessione veloce, i diritti digitali delle comunità, per la didattica, la commercializzazione, le connessioni come diritto di cittadinanza realizzando tutte quelle semplificazioni e facilitazioni che ne stanno limitando la diffusione.

Sarà questo il cuore di un appello sottoscritto da sindaci, insieme alla richiesta di dare immediata attuazione a tutti quei dispositivi normativi, dalla legge Salva Borghi approvata alla fine del 2017 all’ultimo Collegato ambientale, che possono mettere questi luoghi in condizione di competere e di potere esprimere il loro potenziale.

Un appello sottoscritto da 11 Comuni molisani che anche quest’anno hanno aderito alla campagna legambientina che vede protagonisti i piccoli comuni, quelli in realtà sotto i 5000 abitanti: Campolieto, Castelbottaccio, Civitacampomarano, Guardiaregia, Toro, Jelsi, Castel del Giudice, Cerro al Volturno, Pescolanciano, Pietracatella e Pizzone.

I piccoli comuni d’Italia possono essere nodi fondamentali per rilanciare il sistema Paese, accompagnarlo nelle sfide sempre più complesse del futuro, diventare nuovi poli di attrattività, erogatori di servizi fondamentali in un’epoca che avrà al centro, ce lo auguriamo, la riscoperta di una parte produttiva ed insediativa essenziale del nostro Paese che risiede nei territori, non ultime marginalità di cui occuparsi com’è accaduto finora.

“L’iniziativa di quest’anno vuole sottolineare il fatto che oggi, come non mai sia importante rompere l’isolamento ancora presente nei piccoli centri – spiegano da Legambiente Molise – un isolamento reale e culturale che da troppi anni è presente a causa di politiche distratte e non attente. Bisogna completare il piano per la banda ultralarga, necessaria per svolgere le quotidiane mansioni lavorative e scolastiche della maggior parte della comunità perché lo smart working è diventata una realtà e lo sarà anche nel nostro imminente futuro. È necessario defiscalizzare ogni servizio o attività economica di qualità e dare immediata attuazione a tutti quei dispositivi normativi, come la legge Salva Borghi del 2017, affinchè possano mettere questi luoghi in competizione con il resto della penisola”

L’obiettivo auspicabile secondo Legambiente è di arrivare alla copertura del territorio utilizzando la nuova stagione europea di programmazione per sostenere i progetti di sviluppo locale dei piccoli comuni, associati per esercitare la loro potestà di intervento nella “programmazione in materia di sviluppo socio economico” come stabilisce l’articolo 13 della Legge 158/2017.

La pandemia – si legge nell’appello rivolto a Giuseppe Conte – ha posto all’attenzione di tutti la necessità di ripensare l’organizzazione e la fruizione dei territori e in questo anche il ruolo che i piccoli comuni hanno nella tenuta delle comunità, nella qualità della vita e delle produzioni e ponendoli come strategici nel percorso di rilancio dell’intero sistema Paese. Per fare questo è necessaria una grande opera di riconnessione del Paese, nel ricomporre l’originario policentrismo e l’armonico modello di urbanità. Al centro delle infrastrutture per la ripartenza dell’economia dovrà necessariamente esserci la connessione veloce come diritto di cittadinanza che colmi in tempi certi lo scarto del digital divide, ancora oggi oltre 3.900 Comuni sono sprovvisti di linea dati veloce, e che 1.200 Comuni non ricevono un segnale adeguato e stabile per la telefonia mobile e che 5 milioni di italiani non ricevono adeguatamente il servizio televisivo. Questa è una precondizione perché i territori e le comunità possano essere protagoniste della rinascita del Paese. La pandemia ha messo in evidenza quanto la connessione fra persone e organizzazioni dipenda anche da infrastrutture tecnologiche particolarmente strategiche per la scuola, il lavoro, i servizi.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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