ISERNIA – Ospedale “Veneziale”, Partito Democratico «La sanità molisana diventi una questione nazionale monitorata direttamente dal Ministero della salute»

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ISERNIA – Ospedale “Veneziale“, il Pd del capoluogo pentro punta il dito sulle condizioni strutturali e logistiche in cui versa l’intero stabile e il reparto di senologia dove qualche giorno fa si è registrato un rogo.

“Il Partito Democratico di Isernia – si legge nel comunicato – ritiene di dover prendere una dura posizione nei confronti del gravissimo episodio accaduto presso l’Ospedale di Isernia, proprio in riferimento al rogo divampato nel Centro di Senologia, già fortemente e ingiustamente ridimensionato dall’ASREM nel 2019 e né mai salvaguardato dall’attuale governo regionale di centro destra, che fa seguito alla folle aggressione subita di recente da un medico, sempre al Veneziale.

È altrettanto grave che a distanza di circa una settimana dagli eventi, ancora non è stato provveduto a trasferire, temporaneamente, in locali idonei l’ambulatorio di Senologia, attualmente fruibile solo in parte e che ha assoluta urgenza di lavori di adeguamento.

Purtroppo, le indagini sono ancora in corso ma è comunque necessario denunciare lo stato di abbandono in cui versa il nosocomio cittadino. Dalle notizie trapelate fin da subito, e da una prima ricostruzione del fatto, si sarebbe trattato di un incendio di natura dolosa”

Un fatto grave secondo il Pd, è che in tempi di Covid qualcuno indisturbato possa essersi intrufolato sino al terzo piano del nosocomio isernino per appiccare il fuoco ad un reparto senza rispettare alcun controllo.

“Quale sicurezza si offre ai neonati del nido? Quale sicurezza si offre alle pazienti malate di cancro ed alle neo o future mamme lì ricoverate? Quale sicurezza si offre ai nostri operatori medici ed infermieri, i cosiddetti ‘eroi’ o ‘angeli’, che già per la natura stessa del loro lavoro mettono a rischio la loro incolumitá?

Ma il glorioso ospedale Ferdinando Veneziale di Isernia è ancora un’azienda pubblica che rappresenta un baluardo per le cure e la sicurezza dei pazienti oppure è diventato un luogo in cui possono scorazzare indisturbati nei reparti personaggi loschi e pericolosi?

In questi ultimi mesi chi governa la Regione non è stato in grado di dare risposte a tutti i malati che, per colpa della quarantena, non hanno potuto accedere ai servizi sanitari. Quando potranno accedervi troveranno strutture adeguate o soltanto il ricordo dell’ospedale di un tempo?

Ultimamente nel presidio Ospedaliero di Isernia sono stati fortemente ridimensionati o completamente chiusi: Centro trasfusionale, Senologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Neurofisiopatologia, Diabetologia ed ancora si parla di tagli e non di potenziamenti o di ripristini.

Si vorrebbe predisporre, finalmente, l’Ospedale di Larino dedicato alle malattie infettive. Bene! Nello stesso tempo bisogna chiedersi che ruolo avrà il Veneziale di Isernia in una fase in cui anche il Ministero della salute ha previsto il potenziamento della sanità pubblica. Lo stesso Ministro Roberto Speranza ha ribadito l’importanza delle misure adottate dal Governo che con il Decreto Rilancio ha destinato più risorse per il territorio, per l’assistenza domiciliare, per la rete territoriale e ancora più risorse per gli Ospedali e per le terapie intensive. Più soldi per le assunzioni, per le borse di specializzazioni, per gli incentivi.

Adesso è urgente definire una nuova programmazione sanitaria allo scopo di riscrivere il POS 2019/2021 in quanto quello già presentato nel 2019 dai commissari ad acta in colpevole ritardo, oltre ad essere stato già bocciato nel merito da Roma, è completamente superato dalle nuove politiche nazionali in materia.

In considerazione della totale politica fallimentare della Regione Molise portata avanti fino ad oggi, si ritiene indispensabile che il sistema sanitario molisano debba diventare una questione nazionale, direttamente monitorata dal Ministero della Salute con un apposito decreto ed altri strumenti, al fine esclusivo di tutelare la nostra sanità pubblica e tutti i cittadini molisani”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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