REGIONE – Maggioranza giù su mozione M5S, Centrodestra nel caos. Sei consiglieri si defilano da Toma

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CAMPOBASSO – Consiglio regionale una maggioranza a pezzi. Il Governatore Toma in difficoltà.

Passa una mozione dei Cinque stelle di Valerio Fontana  su “FinMolise gestone dei fondi pubblici su incarico della Regione. Ricognizione  procedure sulle singole misure e riprogrammazione delle risorse disponibili sulla gestione di risorse pubbliche” a cui si accodano le due consigliere donne Calenda e Aida Romagnuolo e il kamikaze Michele Iorio. Centrodestra giù e quanto avevano dichiarato nei giorni scorsi soprattutto le due quota rosa del centrodestra di palazzo D’Aimmo che non vogliono assolutamente che altri possano dall’esterno occupare un posto in Giunta, si è avverato.

E non si fermano qui perché il trio dissidente annuncia altre battaglie e situazioni di opposizione uguali  a quelle che si sono regitsrate oggi. Prove di elezioni e di scioglimento del Consiglio regionale?

Toma stamane dopo le provocazioni di Greco ha esplicitamente detto che lui non ha alcuna difficolta ad andare a casa e tanto inevitabilmente comporta lo scioglimento di tutto il Consiglio. Insomma una brutta situazione dove vige un caos assoluto, decisioni e prese di posizioni che cambiano dalla sera alla mattina uno stato amministrativo e politico diventato quasi ingovernabile tenuto evidentemente in piedi solo dalla volontà e dalla necessità di non lasciare una poltrona privilegiata in tutti i sensi che è quella del consigliere regionale o dell’assessore.

Il documento dei sei consiglieri che ieri hanno consegnato una nota al presidente Toma sono l’esatta e chiara dimostrazione che la misura potrebbe essere colma. Il sestetto di Maggioranza, Calenda, Romagnuolo, Micone, D’Egidio, Cefaratti, Di Lucenbte, a cui si aggiunge anche Michele Iorio rappresentano una barriera davanti al Governatore che lo avverte  prima a non procedere ad alcuna nomina del 5° assessore esterno, e si rifa il nome di Michele Marone della Lega, e poi a rimettere in campo un diverso metodo di partecipazione alla gestione delle materie regionali attraverso l’impegno con delega ai consiglieri del centrodestra.

Insomma un Toma stretto all’angolo dove minaccia e non è la prima volta di mandare tutti a casa e la sua maggioranza che è arrivata ad una svolta importante. O si impone con le sue richieste sul governo regionale o abbia il coraggio e la consapevolezza di considerare le conseguenze del contrario con tutto quello che ne deriva ovviamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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