REGIONE – L’ “Idea” di Toma sulla sanità: Centro Covid al “Cardarelli”, il “Vietri” ospedale riabilitativo

stampa digitale pubblicità black&barry venafro
Smaltimenti Sud

CAMPOBASSO – Nuova riconfigurazione sanitaria per il Molise riferita soprattutto alla rete ospedaliere. L’ha presentata stamane il Governatore Toma nel corso di una videoconferenza stampa.

Il progetto complessivo che prevede la risistemazione operativa  di reparti e nuova logistica in alcuni ospedali è solo un’idea programmatoria del Presidente della Giunta la cui fattibilità e quindi potere decisionale spettano al Commissario ad acta Giustini. Insomma come dire “io un’idea su come riorganizzare i presidi ospedalieri  compresi i Covid ce l’ho, ebbene che si sappia, ma non posso farlo per il momento perché ho le mani legate da circostanze istituzionali e provvedimenti amministrativi legati soprattutto al Piano di rientro“.

E’ chiaro che quanto esposto da Toma è stato girato a Giustini che ora riferirà ai tecnici del Ministero della salute ciò che dovrà essere riposizionato nei sei ospedali molisani dove in alcuni è già iniziato un nuovo percorso sanitario che non è quello strettamente riferito ai Dipartimenti di emergenza urgenza e accettazione, i cosiddetti Dea.  Per quanto riguarda il cenro Covid a Larino il Governatore si è dichiarato “scettico” che equivale ad un no tant’è che ha già pronto altra soluzione ritagliata all’interno del nosocomio del capoluogo di regione

Il progetto di Toma prevede, pertanto, per il Cardarelli di Campobasso un Dea di 2° livello con implementazione dell’offerta ospedaliera. Previsti all’uopo altre a quanto già è operativo, i reparti i Cardiochirurgia, Neurochirurgia, chirurgia generale, maxifacciale, plastica, chirurgia vascolare. Gli ospedali di Isernia e Termoli saranno di 1°livello con tutte le specializzazioni, il “Caracciolo” di Agnone dovrà avere la conferma a ospedale di area disagiata con 14 posti di medicina generale, insieme a chirurgia elettiva, con pronto soccorso e equipe chirurgica per casi che possono risolversi sul posto, il tutto strettamente collegato al “Veneziale” di Isernia. Il funzionamento del “Caracciolo” dovrebbe collocarsi, anche per mantenersi da un punto di vista finanziario, all’interno di un accordo di confine con l’alto vastese.

Gli ospedali di Venafro e Larino dovrebbero avere nuove ristrutturazioni di obiettivi con finalità territoriali e operanti nei settori della riabilitazione. Toma ha espresso chiaramente la sua “idea” sul “Vietri” di Larino quest’ultimo al centro di un vasto movimento popolare e politico che vorrebbe la rivalutazione dell’ospedale frentano a centro Covid di alta specializzazione per le malattie infettive. Niente di tutto questo per il Governatore del Molise. Finita la fase Coronavirus con l’introduzione nella profilassi del vaccino da qui a qualche mese il nosocomio larinese “rimarrebbe –  per Toma – una cattedrale nel deserto andando a duplicare l’ospedale di Termoli e andando a incrementare una spesa per la sanità dove abbiamo un grande debito ereditato dal passato. Una tale operazione ci costerebbe circa 34 milioni di euro. Aggiungendo ospedale ad ospedali. Nel passato 6 ospedali tutte con le stesse funzioni, più o meno, tre cliniche private oltre a Neuromed e Gemelli Molise, ci hanno portato a una spesa storica inimmaginabile. Questo non possiamo permettercelo per una regione che ha 300 mila abitanti e passa. Ammesso che il Governo dicesse si per il Vietri, chiedo  ;chi paga il suo funzionamento come viene richiesto?”

Sula proposta che in queste ore viene spinta dal Commissario Giustini senza polemica Toma risponde che lo stesso Commissario non conosce il territorio le esigenze di quest’ultimo e i problemi finanziari che arrivano da lontano e quindi le possibilità di poter reggere un’iniziativa così grnde e dispendiosa. Il presidente della Regione Molise  parla invece del Vietri quale ospedale centro plifunzionale per le terapie di ribailitazione derivanti da situazioni chirurgiche di vario tipo con trasferimenti dal Cardarelli che in questo modo avrebbe più capienza per altre richieste ospedaliere. Il SS.Rosario di Venafro nell'”idea” di Toma rimane una Rsa, un centro sanitario per cronicità e riabilitazione “una funzione che ha svolto già brillantemente – ha detto –  in questa fase di Covid 19 con l’accoglienza degli anziani di Agnone e che continuerà a fare per altre patologie”

Centro Covid a Campobasso. Ma badate bene è un'”idea” per ora. L’unità operativa la cui ristrutturazione e adeguata fruibilità, secondo il nuovo progetto costerebbe circa due milioni di euro sui 9 messi a disposizione per l’intera rete ospedaliera. Dovrebbe essere spostata e portata laddove prima c’era l’oncologia e gli ambulatori indipendente  dal resto dell’ospedale vicino alla piazzola per l’elicottero. Una logistica che il Governatore ritiene ottimale per un progetto che si contrappone a quella di Larino su cui sta lavorando il Commissario Giustini. Le due proposte verranno valutate al Ministero della salute dove certamente il Governatore, come ha riferito, al di là di ogni decisione, farà presente i costi e l’opportunità di diversa scelta.

Su altre argomentazioni riguardanti la sanità Toma ha ripetuto voler chiedere al Governo di scrollarsi del “peso” vincolante del commissariamento e avere, lui, più poteri decisionali e quindi a cascata l’assessorato alla sanità e il Consiglio regionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittermail

PUBBLICITA’ »

Colacem Sesto Campano
assicurazioni Siravo

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

seguici »

Facebooktwitteryoutubeinstagram

PUBBLICITA’ »

Colacem Sesto Campano
assicurazioni Siravo

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

seguici »

Facebooktwitteryoutubeinstagram

aziende in molise »

Edilnuova Pozzilli
Agrifer Pozzilli
Bar il Centrale Venafro
error: