MOLISE ACQUE – Micone e Di Lucente “Intollerabile mandare a casa 50 lavoratori interinali. Scelta incomprensibile.”

molise acque
pasta La Molisana
stampa digitale pubblicità black&barry venafro
mama caffè bar venafro
Smaltimenti Sud

CAMPOBASSO – Molise acque, 50 interinali a casa da ieri l’altro dopo anni di lavoro alle dipendenze della struttura in house della Regione.

Lavoratori ormai specializzati per alcune attività dell’ente quindi insostituibili, vincitori di concorso a mezzo servizio, part time, qualche anno fa che comunque operavano un mese si e un mese no  ricevendo nel primo caso uno stipendio intero e a seguire una mensilità senza lavorare sotto forma di disoccupazione al 70 per cento. Un provvedimento da parte del nuovo Cda dell’ente certamente inopportuno se l’obiettivo della nuova presidenza rimane quello di rilanciare la struttura sub regionale nella valorizzazione della risorsa primaria regionale, l’acqua, e della strutture connesse allo sfruttamento di quest’ultima

Problemi di bilancio? Molise acque è vero, versa in una situazione di quasi collasso dal punto di vista economico con un fardello di oltre 50 milioni di euro di deficit e con poche soluzioni favorevoli da adottare se non si obbliga al pagamento la maggiorparte dei Comuni per l’acqua erogata e ad adeguati ristori le Regioni a cui il Molise conferisce contributi idrici importanti quali Puglie e Campania.  Molise acque da ridimensionare? ma verso quali traguardi quello di trasferire in futuro L’ente a privati, quello di riappropriarsi di strutture posizionate da anni per la produzione di energia elettrica lungo i corsi i acqua e gli invasi regionali? Di monitorare e censire quanto come e dove poter agire per generare energia e venderla ai poli produttivi della Regione e trasportarla sulle reti elettriche nazionali?

Va bene tutto questo ma procedere ad un smantellamento con personale già integrato e adatto per quest’ ultimi compiti e operazioni di accredito finanziario e tecnico riconfigurati per il futuro per una progressiva riabilitazione dell’Ente crediamo che non vada disperso soprattutto se stando ai si dice possa essere sostituito da altri lavoratori. E una parte della politica anche all’interno alla stessa maggioranza fa la voce grossa sul problema prendendosela con il presidente Santone definendo la defenestrazione del personale precario dell’ente un’operazione  che non risponde ad alcuna logica politica  programmatica e sindacale che calpesta la dignità di chi dopo oltre 10 anni si ritrova a casa con famiglie da sostenere senza stipendio. E i sindacati, ci si chiede cosa hanno fatto? Quale mediazione adeguata per tutte e due le parti hanno porto avanti? Perché sono in qualche maniera sono apparsi divisi in questa battaglia di riconoscimento di una posizione e un’esperienza aziendale acquisita con il tempo attraverso diritti sindacali acquisiti sul campo e un impegno professionale certificato che  concedono spazio a poche contestazioni

Il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone e il consigliere Andrea Di Lucente puntualizzano duramente sulla situazione “Molise acque”

“Esistono delle storture nel nostro Molise che sono intollerabili – spiegano i consiglieri regionali Salvatore Micone e Andrea Di Lucente -. Una di queste è il trattamento riservato da Molise Acque alla cinquantina di interinali che da anni lavora alle proprie dipendenze. L’esperienza di padri e madri di famiglia è stata cancellata con un colpo di spugna, attraverso due delibere del Cda (le numero 43 e 44). Cosa accadrà loro adesso? Ce lo sa dire il presidente Santone?”.

Per i due consiglieri regionali “intollerabile è l’atteggiamento nei confronti di lavoratori che, a fronte di uno stipendio bassissimo, hanno offerto sempre grande professionalità e disponibilità. Ora, però, si ritrovano da un giorno all’altro a casa. E non perché non serva più la loro opera, ma solamente per una scelta aziendale di cui tutti ci meravigliamo, a partire dal sindacato”.

Nei giorni scorsi, infatti, s’era tentato di trovare una strada per la stabilizzazione degli interinali di Molise Acque senza arrivare all’accordo. “Leggiamo da una nota di Cgil, Cisl e Uil che non si tratta di mancanza di volontà dei sindacati che, rimarcano, come questi lavoratori siano di fatto già considerabili quali dipendenti di Molise Acque in virtù di specifiche norme di legge. Il presidente del Cda ha ignorato tutto questo, ma soprattutto ha calpestato la dignità di lavoratori che si sono spesi per l’azienda ormai da un decennio. Che sono stati formati con soldi pubblici, che consentono di effettuare un lavoro non divenuto superfluo, ma ancora necessari, tanto che si sta cercando un modo per garantire la continuità. Allora la domanda è: perché mandarli a casa? Se la motivazione è grave, allora che il presidente della giunta Toma ne riferisca in consiglio. Se, invece, si tratta di una ripicca o di una scelta per far posto ad altre persone, lo schiaffo nei confronti di tutto il Molise è talmente forte e insopportabile da richiedere l’immediata dimissione del presidente del Cda Santone. La condivisione di scelte aziendali così importanti è obbligo di un presidente che, ormai, dovrebbe aver compreso che è necessario spogliarsi dei panni del commissario”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

Pubblicità »

maison Du Cafè Venafro Pasqua
colacem

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

PUBBLICITA’

Pubblicità »

colacem
maison Du Cafè Venafro Pasqua

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

aziende in molise »

error: