VENAFRO – Come erano e come eravamo…! Foto in bianconero ed a colori del passato recente

VENAFRO - Come erano e come eravamo…! Foto in bianconero ed a colori del passato recente
sanificazione disinfezione pulizia venafro isernia
faga gioielli venafro isernia cassino
Smaltimenti Sud
eventi tenuta santa cristina venafro
stampa digitale pubblicità black&barry venafro
Maison Du Café Venafro
pasta La Molisana
ristorante il monsignore venafro

VENAFRO – Ritrovare in un cassetto ed ammirare foto in bianco e nero degli anni ‘50/’60 rappresenta un tuffo piacevolissimo nel passato delle generazioni che ci hanno preceduto per capirne mentalità, abitudini, tradizioni e modus vivendi.

Ci dicono come vivevano, come la pensavano e cosa facevano le nostre nonne e i nonni, gli adulti, i giovani e i fanciulli e le bambine dei tempi andati testimoniando la loro esistenza quotidiana, i divertimenti, determinati appuntamenti, il lavoro e le consuetudini delle generazioni passate. Discorso più o meno analogo per foto a colori di trenta/quaranta anni orsono, che a loro volta testimoniano momenti altrettanto unici e particolari del passato più recente. Ed allora spazio a questa insolita e piacevole carrellata “amarcord”.

Partiamo dalle foto in bianco e nero della metà del secolo scorso, restando a Venafro. Troviamo abitudini, giochi popolari e momenti di socializzazione che di solito avvenivano al Verlasce, l’antico anfiteatro romano un tempo assai utilizzato e frequentato ma oggi sbarrato ed off limit in attesa di ultimazione di lavori infiniti! All’amatissimo ed assai utilizzato e frequentato Verlasce venafrano si rimettevano attrezzi e macchinari per il lavoro dei campi, animali da allevare, quadrupedi per tirare i carretti, buoi per arare la terra e vi si intrattenevano i giovani della metà del secolo scorso per socializzare e giocare. Come pure, sempre al Verlasce, avvenivano le tradizionali ed indimenticabili “Corse dei Ciucci” (gli asini) nel corso delle festività patronali. In groppa, e senza sella, gli stessi proprietari del “povero” asino, costretto suo malgrado a girare una/due/tre volte nel Verlasce perché il padrone vincesse la corsa, mentre tutt’intorno s’incitava, si gridava, si spronava e ci si divertiva un mondo!

Altro scatto in bianco/nero ed altro scorcio di vita venafrana: questa volta (si era nel 1956/57) la macchina fotografica fissa i primi metri della futura strada provinciale per Conca Casale e dell’attuale Via Maiella, nonché lo spiazzo antistante oggi denominato Piazza D’Acquisto, con lavori edili dell’epoca da parte dell’allora impresa dei Fratelli Nicandro ed Antonio Senerchia per costruire una casa privata. Poi ancora, ma questa volta siamo su Via Garibaldi al rione Porta Nova, una particolarissima abitudine delle epoche trascorse: sistemarsi sotto i balconi della sposa con gli ombrelli aperti e capovolti, senza che piovesse, in attesa che la famiglia della sposa lanciasse dai balconi di casa biscotti, confetti e… qualche centesimo delle allora lire, il tutto da raccogliere negli ombrelli capovolti e portar via, facendo gran festa se il raccolto risultava abbondante e soddisfacente! Foto in bianconero degli anni ‘40 anche tutt’altro che piacevoli, come quelle di guerra. Siamo nel ’43 e Venafro venne investita da terribili bombardamenti che seminarono morte e distruzione, come testimonia lo scatto di piazza Vittorio Emanuele II, ridotta da un cumulo di macerie con tante case letteralmente distrutte e militari americani e venafrani comuni per strada.

Chiudiamo con un piacevolissimo scatto a colori del 1993 in occasione delle celebrazioni popolari per il I° Centenario delle Quattro Cannelle (1893/1993), la storica fonte pubblica venafrana di Via Falca. Tante, nel click, le persone che non ci sono più, ma tant’altri i viventi: da Don Salvatore Rinaldi agli ex amministratori comunali Domenico D’Agostino, Michele Mascio, Tonino Atella ed Enzo Bianchi, dalla bellissima pacchiana in abiti tradizionali venafrani all’esponente scout ed altri ancora. Tutti ritratti sotto la scritta marmorea affissa all’epoca, che ancora oggi recita: “Centenario delle Quattro Cannelle 1893/1993 – Questo luogo, custode di vita, tradizioni e cultura, sia sempre fonte di civiltà e progresso delle genti – Venafro 12 settembre 1993 – I cittadini”. Particolare curioso a margine di tale foto: la stessa pietra marmorea, giorni dopo la sua installazione, venne rubata, rimossa e porta via da mani ignote, tanto che mesi dopo i promotori del Centenario ne commissionarono ed installarono una identica nel contenuto, un po’ più in alto. Trascorse del tempo e un bel giorno il marmo rubato venne fatto ritrovare dal ladro evidentemente pentito e riposizionato da operai del Comune di Venafro là dove era stato rimosso e portato via. Risultato: oggi ci sono due marmi identici nel contenuto e dissimili nella forma a lato delle Quattro Cannelle, a ricordo del primo Centenario della storica fonte pubblica venafrana! Non sarebbe il caso di rimuovere quello realizzato in secondo momento, lasciando solo il primo originale?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

Pubblicità »

colacem
faga gioielli venafro isernia cassino
panettone artigianele natale di caprio
venafro farmaciadelcorso glutenfree
panettone di caprio

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

PUBBLICITA’

Pubblicità »

panettone di caprio
faga gioielli venafro isernia cassino
panettone artigianele natale di caprio
colacem
venafro farmaciadelcorso glutenfree

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

aziende in molise »

error: