REGIONE – Conclave di maggioranza, secondo giorno. Presentato l’organigramma

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CAMPOBASSO – Regione, la maggioranza e il suo Governatore.

Un rapporto difficile controverso ingarbugliato spesso paradossalmente ancora più difficile da commentare per i colpi di scena che si susseguono a stretto giro di lancette di orologio per prese di posizioni caduche che vengono annunciate smentite e poi riconfermate dallo stesso Toma.

Giorni difficili e quindi ora si passa a nero su bianco, ammesso che tanto conti.

Secondo giorno di consultazioni del centrodestra dal pomeriggio di nuovo a Campodipietra dopo quello di ieri. Micone e compagni si sono rivisti nel paese del vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Cefaratti per delineare l’organigramma della nuova Giunta così come aveva suggerito il presidente della Giunta. Ovviamente una proposta o suggerimenti messi su carta che saranno consegnati al responsabile di palazzo Vitale domani e che naturalmente dovranno essere osservati e rispettati per evitare ulteriori crisi future all’interno della stessa maggioranza di governo locale.

Ieri, come si sa, nel primo giorno di ritrovo degli 11 consiglieri del centrodestra, assente solo Iorio e ovviamente il presidente Toma, un punto fermo per impedire fughe in avanti e scossoni che potrebbero mettere in minoranza la stessa maggioranza anche e soprattutto nella prossima votazione sulla sfiducia allo stesso Governatore che dovrà essere discussa nei prossimi 15 giorni, è stata la decisione di ridiscutere la nomina del quinto assessore per il momento affidato al presidente del Consiglio comunale di Termoli Michele Marone, con l’obbligo di individuare tale incarico e figura tra i consiglieri eletti di maggioranza e quindi procedere a questo punto alla rimozione del rappresentante leghista termolese che al momento è un assessore esterno.

Il tutto, come dicevamo sopra, dovrà avvenire prima dell’arrivo in aula della sfiducia, una scelta che mette con le spalle al muro il Governatore che alle prese in Consiglio con numeri precari risicati, non può continuare a camminare sul filo del rasoio e perciò rischiare di andare sotto su provvedimenti importanti e figuriamoci come in questo caso che decreterebbe il “tutti a casa e via a nuove elazioni“. Ma non c’è solo tanto da rivalutare perché la maggioranza discute pronta a ridisegnare anche alcune posizioni  troppo sopravvalutate rispetto alla consistenza politica in fatto di numeri presenti in aula a palazzo D’Aimmo. Si guarda e si discute su Forza Italia che ha due assessori su tre consiglieri presenti con il risultato che o Di Baggio o Cavaliere lascino il posto ad altri per un turn over che appare a questo punto abbastanza condivisibile.

Rimane la poltrona della presidenza del Consiglio regionale. Qui  le velleità di occuparla  imperversano sotto traccia da tempo da parte di molti, da Quintino Pallante alla stessa Aida Romagnuolo. Un quadro come si nota abbastanza complesso di fronte al quale lo stesso Governatore non fa una piega. Accetta o prosegue come sembra più facile cancellando premesse e scelte già adottate o se coerente con le decisioni in qualche maniera prese con la mente tenta di spostarsi  al voto o progetta il suo impegno ad altre date elettorali al di là delle Regionali.

Il tutto in attesa di sapere come si svolgerà il ricorso dei fuoriusciti dal Consiglio regionale la cui posizione ora passa al vaglio del Giudice ordinario mentre nel frattempo la stessa assise consiliare  dopo l’impugnazione del Consiglio dei Ministri all’art.12 del Patto di Stabilità che ai commi 1 e 2 riguarda la surroga e la procedura utilizzata  dovrà essere modificata dalla stessa assi consiliare,  una tappa obbligata dove la maggioranza dovrà presentarsi unita, con i numeri a posto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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