REGIONE – Maggioranza a spezzoni, tutti aspirano a occupare un posto: documento firmato da 8 su 11. E ora tocca a Toma

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CAMPOBASSO – Regione, maggioranza a brandelli con il compito a Toma di rattopparla.

Il giorno dopo la due giorni di Campodipietra il presidente ora deve trovare una soluzione per arginare il maremoto scatenatosi all’interno del centrodestra dove le non decisioni o quelle assunte senza un riferimento complessivo di partecipazione generale sin dall’inizio e la cancellazione della surroga con tutte le conseguenze che ne sono derivate con un balletto di dichiarazioni improntate a tutto e al contrario di tutto e la tortura del quinto assessore, interno o esterno compresa la quota rosa si o no, costituiscono una pentola ad altissima pressione a rischio scoppio. Ora, intanto, in settimana Toma dovrà studiare soluzioni prossime, più prossime possibili visto che una “mina” che si chiama “sfiducia” è stata posta dall’opposizione e dovrà essere discussa entro 15 giorni.

Ed allora a via Genova il famoso organigramma che doveva arrivare da Campodipietra così come richiesto e preteso dal Governatore visto le rimostranze del cosiddetto Polo civico generatosi all’interno del Consiglio regionale che chiede la rimozione in primis del nuovo assessore Marone, è arrivato. Più che organigramma è un indirizzo che sulla carta potrebbe apparire abbastanza categorico ma questo lo vedremo nel corso delle prossime ore e soprattutto in aula quando si voterà. Se perciò gli undici anzi gli otto faranno rispettare quanto hanno stabilito. Abbiamo detto di 8 consiglieri, si perché tre si sono sfilati dalla sottoscrizione dell’accordo Di Baggio Cavaliere e Calenda. E pare che l’intervento su quanto soprattutto sulla presa di posizione in Forza Italia dell’on. Tartaglione sia risultata convincente tra gli azzurri di palazzo D’Aimmo dove, invece, D’Egidio ugualmente di Forza Italia, ha detto no al suggerimento della deputata isernina mettendosi nel gruppo degli 8.

In sostanza il Consiglio vuole ridiscutere la ridistribuzione degli assessorati e perciò quelli di Forza Italia Di Baggio e Cavaliere, troppi due su tre, ora 2 su 2. La consigliera Calenda vorrebbe la candidatura al Municpio di Isernia e si batte anche per questo ma non disdegna di poter entrare in Giunta dove pare che la posizione della Romagnuolo acquisti sempre più forza. Poi ci sono altre palle di fuoco che riguardano la presidenza del Consiglio regionale che tutti vorrebbero e che alimenta altre malumori e divergenze. Rimane fermo in tutto questo la condizione che il nuovo assessore regionale nominato da Toma solo da qualche giorno dovrà abbandonare il suo posto a vantaggio di consiglieri eletti. E qui come dicevamo prima, sono in molti a volerlo occupare  dalla Romagnuolo a D’Egidio a Pallante a Micone e via discorrendo.

Insomma il Governatore si trova in mezzo a fuochi pirotecnici difficili da spegnersi fuori dai limiti di sicurezza con la consapevolezza tra l’altro che il ritorno alle urne possa rappresentare la fine di un tormento che si sviluppa tutti i giorni per qualsiasi motivo o personale o politico. Minaccerà certamente di nuovo anche tanto, vedremo cosa succederà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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