MOZIONE DI SFIDUCIA – Otto si, dodici no: bocciata. Di Lucente e Micone, due tuoni assordanti

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CAMPOBASSO – Mozione di sfiducia, tutto come avevamo previsto all’inizio. Otto voti favorevoli Pd e M5S, dodici no e Iorio astenuto. Toma porta a casa un’astensione molto francescana di Iorio che si dichiara pronto a dialogare con il presidente della Giunta rifiutando, lo ha detto in aula, di non volere a pretendere alcun posto in Giunta.

Nessun capitombolo, pertanto, alt alla mozione e tutti in sella. I distinguo anzi le critiche di parte della maggioranza sono stati tanti. Di Lucente e Micone su tutti con passaggi pungenti e aspri, uniti, comunque, quel tanto per il momento da non provocare scollamenti rilevanti nel centrodestra. Forti le bordate del presidente del Consiglio regionale Micone contro l’atteggiamento di Forza Italia in Consiglio delle sue rendite di posizione non più accettabili con i numeri che non ha e contro la coordinatrice  on. Tartaglione che nei giorni passati, come ha ricordato Micone,  aveva invitato la maggioranza e quindi i vertici dell’assemblea a lavorare, invece di pensare solo alle nomine “Non permetto all’on. Tartaglione – ha detto in aula il presidente del Consiglio regionale – queste affermazioni né come eletto né come rappresentante dell’assemblea consiliare”.

Micone non ha avuto parole tenere neppure verso il presidente della Giunta “Basta ai partiti padroni siamo alla linea rossa.  Campobasso non è bastata (ndr. la scelta del candidato sindaco)? Abbiamo trovato solo macerie ora cerchiamo di ricostruire di lavorare insieme tenendo nella massima considerazione e ridando la massima dignità all’assemblea consiliare”. Insomma si chiede quello di sempre. No oligarchia ma partecipazione appello da ultima spiaggia come accade da qualche mese a questa parte.

Di Lucente è ancora più “arrotato”. Ha parlato si cselte scellerate di uno scollamento evidente di una squadra che lavora poco e male di assessorati assenti con funzioni che non sono allineati ad una programmazione unitaria amalgamata su tutti i settori, ha definito la maggioranza una banda scordata sulla nave del Titanic che non si accorge che la stessa nave sta affondanbdo e di un direttore d’orchestra che non sale più sul palco”. Riferendosi alla sfiducia osserva “I tempi di attesa si concludono qui” l’invito al presidente a “non continuare a chiudersi nel suo cerchio magico”. Ha invitato, poi,  ad aprire bene gli occhi a rivedere la posizione di Fdi dove la direzione è contro Pallante quelle di  Forza Italia per la sue posizioni in Giunta sovrastimate  non mancando di dare un giudizio politico molto duro sull’on. Tartaglione. Insomma una giornata forse, finalmente politica dove si è parlato di tanto dove sono venute fuori tante atteggiamenti pensieri dell’opposizione ma questi erano ben noti ma soprattutto della maggioranza dove se le sono cantate in faccia. Hanno messo dei paletti e degli obblighi temporali a Toma ora si aspetta il rispetto delle richieste e degli impegni nella speranza di non assistere ad un altro atto di questa vicenda.

Il Governatore  ha cercato di porre argini non ha infierito ha tenuto a bada tutto sommato l’aula commentando di non essere esente da  errori nella sua gestione sin qui ritenendo tuttavia la mozione di sfiducia  un atto che avrebbe aperto una crisi al buio delegittimando il governo regionale e il suo presidente con ricadute pericolose per il Molise.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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