REGIONE – Giunta e maggioranza: un riequilibrio difficile. Toma ci prova e annuncia per lunedì il nuovo esecutivo

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CAMPOBASSO – Riequilibrio della maggioranza e riposizionamento della Giunta.

Il governo Toma è alla ricerca di una evidente cadenza politica, diremmo ritmata assonante, in Consiglio regionale che non gli dia problemi di tenuta ma soprattutto di un esecutivo che ormai da troppo tempo dà chiari segni di voglie di arrampicate  di conquista di poltrone e posti di potere piuttosto che di obiettivi da raggiungere nell’esercizio della programmazione regionale assegnato da precisi strumenti tecnici che sono il Dpef e il Bilancio e sui quali, invece, oggi più che mai, si costruisce il destino produttivo e occupazione della Regione o meglio percorsi di sopravvivenza.

Maggioranza. Centrodestra più e sempre più personalistico che collocato sotto la bandiera dei partiti che hanno sostenuto il successo alle Regionali è da ritrovare e rimettere insieme. E tanto in questo momento dipende dalle velleità e dalla brama di andare a occupare un posto di qua o di là. Da assessore o da presidente del Consiglio regionale, meno da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Dunque incontri su ciò in vista o già in essere. Toma ha promesso che per l’inizio della prossima settimana scioglierà tutti i nodi che ammatassano la fune che tiene la sua maggioranza. Stasera confronto con Lega e Forza Italia. La prima non vuole mollare e portare fuori dalla Giunta Michele Marone, un posto le spetta per i risultato ottenuti alle Regionali e atre soluzioni non ne propone almeno per il momento. Il cambio che tutti ormai danno per fatto, invece, riguarderebbe proprio questo ed è quello di Pallante pronto aa trasferirsi in un assessorato lasciando il sottosegretariato con la risultanza del siluramento di Marone.

Complicato il confronto anche con Forza Italia. Con due consiglieri hanno due assessori presenti in Giunta regionale. Uno potrebbe lasciare Di Baggio (?) che andrebbe da accasarsi vicino a Toma nell’ufficio del sottosegretario sebbene difficile da accettare sarebbe la sottrazione dell’unico rappresentante isernino in Giunta. Insomma una maggioranza da raddrizzare dove Aida Romagnuolo non vuole nè sottposegretariato né assessorato, pare o dice lei, perché desidera rimanere con le mani libere e con il suo voto in Consiglio, ugualmente equidistante da qualsiasi posizione, Di Lucente che continua a parlare di politica per i molisani ma allineato, sembra, su scelte che annullino quelli chiamati dall’esterno, Micone dall’alto della presidenza del Consiglio sentendosi minacciato di qua e di là da ambizioni di più parti che mirano al più alto vertice regionale, fa sempre più gruppo con il cosiddetto Polo civico e ugualmente fa capire che lui due obiettivi punta  nel mirino: la riconferma del suo posto attuale o un assessorato.

Insomma bella “baraonda” politica dove di politico non c’è nulla. E’ una nave quella della maggioranza e della Giunta che conta su tecniche di galleggiamento istintive ed empiriche Toma dovrà fissare, parecchie funi per farla tornare in equilibrio stabile. In una fase di Covid come questa, tuttavia, aver attizzato tutte queste crisi e crisette da parte di chi ne è stato artefice, non sono  state senza dubbio una manovra adeguata al momento e di bell’esempio per gli elettori e la gente del Molise che in questo momento, una parte, non sa come sbarcare il lunario. Il rinvio di tanto a novembre quando a metà legislatura dovranno essere rimodulati tutti gli assetti istituzionali all’interno di Consiglio e Giunta sulla base dei tanti focolai tenuti sempre accesi di qua e di là all’interno della maggioranza e non perché quanto sia un appuntamento di normalità, sarebbe stato la meta più saggia da avere a riferimento  unitamente ad un confronto collaborativo e di responsabilità coltivato e sostenuto sulle misure di maggiore valenza sociale con tutti i componenti della maggioranza soprattutto con quelli che dichiarano di sentirsi isolati e fuori dalle decisioni del governo Toma.

Tra cui lo stesso Governatore promette di assegnare deleghe che comunque rappresentano impegni senza sostanza perché in concreto le decisioni su tutto vengono adottate dall’esecutivo. Allora diciamo che se gli assessori  lavorassero  sodo sulle deleghe assegnate e i consiglieri fossero ugualmente impegnati con una misura di opportuna competenza in Consiglio a legiferare e controllare, tanto basterebbe per il buon funzionamento delle due maggiori “postazioni” istituzionali regionali e, posti posticini deleghe nomine sparse non servono e non interessano ad alcuno soprattutto ora.

In serata comunque il presidente Toma ha annunciato la conclusione del confronto con i partiti della Lega e di Forza Italia con cui avrebbe trovato l’intesa annunciando a lunedì la nuova Giunta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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