EMERGENZA CINGHIALI – Agricoltura in ginocchio, Coldiretti chiede lo stato di emergenza

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CAMPOBASSO – Alla luce delle ultime novità introdotte dalla sentenza della Corte Costituzionale che di fatto riconosce il diritto degli agricoltori, muniti di licenza di caccia, ad abbattere i cinghiali sui propri fondi durante tutto l’anno, Coldiretti Molise ha inviato una lettera al Presidente della Regione, Donato Toma.

Nella missiva, a firma del Delegato confederale e del Direttore regionale di Coldiretti Molise, Giuseppe Spinelli e Aniello Ascolese, l’Organizzazione rimarca, qualora ve ne fosse ancora bisogno, la gravissima situazione in cui versa il settore agricolo, ormai flagellato dalle continue scorribande di interi branchi di cinghiali che devastano campi e colture, distruggendo interi raccolti e spesso aggredendo anche gli stessi agricoltori a lavoro che, ormai, non riescono più a sostenere il peso dei danni economici che quotidianamente subiscono.

“La sentenza n° 160/2020 della Corte Costituzionale che ha bocciato il ricorso del Tar delle Marche contro la legge regionale che autorizza gli agricoltori muniti di licenza di caccia ad intervenire direttamente all’abbattimento dei cinghiali all’interno delle proprie aziende – scrivono i due dirigenti nella missiva al Governatore – fa giustizia di un tema che come Organizzazione avevamo posto fin dall’inizio della annosa ‘vertenza cinghiali’  alla Sua attenzione, come pure a quella dell’Assessore all’Agricoltura, Nicola Cavaliere, fino a giungere alla proclamazione di una Manifestazione, che come ben ricorda , venne “sospesa”  a causa dell’emergenza “corona virus”, ma non revocata”.

Pur apprezzando l’impegno della Regione che, “anticipando” la Sentenza della Consulta, aveva già modificato la Legge regionale sulla caccia, consentendo agli agricoltori muniti di regolare licenza, di abbattere i cinghiali sui propri fondi, Coldiretti Molise si spinge oltre e chiede al Presidente Toma di dichiarare lo stato di emergenza, sull’intero territorio regionale, per la presenza incontrollata dei cinghiali. Una richiesta, questa della dichiarazione dello stato di emergenza, che secondo l’Organizzazione deve essere attuata subito ed in alcun modo condizionata dal parere dell’ISPRA, qualunque esso sia.

Contestualmente a ciò Coldiretti chiede al Governatore di avviare un confronto “forte e condiviso” tra tutte le componenti politiche regionali al termine del quale, “auspichiamo, un altrettanto forte impegno affinché venga modificata la legge 157/93 sulla caccia che, crediamo, abbia fatto il suo tempo e necessiti di una rivisitazione attenta, ponderata ma che riconosca oltre alla sacrosanta esigenza di tutelare la fauna, tutta la fauna, anche quella di tutelare altri diritti, a cominciare dalla libertà di impresa per arrivare alla sicurezza personale, allo stato completamente disattesi, in considerazione del fatto che la realtà è profondamente mutata nei quasi 30 anni trascorsi dalla sua introduzione”.

“Chi Le scrive – prosegue la missiva al Governatore – ha assistito a manifestazioni di ‘disperazione’ da parte di imprenditori che si sono visti calpestare la propria dignità e in molti casi subire la mortificazione di vedersi recapitare un verbale di riconoscimento dei danni ‘negativo’, a fronte del quale non gli resta che adire le vie legali con aggravio di spese, per loro, per la Regione e per tutti noi cittadini molisani che paghiamo, correttamente, le dovute imposizioni tributarie”.

Lasciando, infine, al Governatore “ogni ulteriore considerazione”, il Delegato Confederale ed il direttore regionale di Coldiretti Molise fanno appello alla “provata onestà intellettuale” del Presidente della Regione “da cui possa emergere – conclude la missiva – un sicuro convincimento circa la gravità della situazione a cui seguano conseguenziali azioni decise e concrete”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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