VENAFRO – Umidità alla Cripta di San Nicandro, i venafrani sperano e pregano

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VENAFRO – Tantissima umidità alla Cripta di San Nicandro.

Secondo i credenti della città potrebbe trattarsi del possibile preludio alla comparsa della Santa Manna, il liquido miracoloso che manca in Basilica da cinque anni.

Forse, ma dubbi, incertezze e condizionale sono d’obbligo, l’estate 2020 in corso potrebbe essere quella del “miracolo” a Venafro, ossia del prodigio sotto forma di ricomparsa dopo un quinquennio continuativo d’assenza della Santa Manna, il liquido al quale i credenti del posto attribuiscono storiche qualità miracolose e che in passato compariva in fondo al pozzetto a ridosso della Cripta dove riposano i resti mortali del Patrono San Nicandro nel sottosuolo della Basilica omonima dedicata al Santo, e con buona certezza anche quelli di San Marciano e Santa Daria.

Tale liquido, mai scientificamente accertato circa la propria natura e composizione, nei tempi andati veniva solitamente attinto e distribuito alla collettività dai Frati Francescani che da oltre cinque secoli custodiscono il sito religioso e le spoglie dei Santi Martiri venafrani Nicandro, Marciano e Daria. La storia di tale Manna in effetti è ricca di prodigi miracolosi e ad attestarlo, oltre a quanto oralmente tramandato di generazione in generazione dai venafrani, c’erano anche i tantissimi voti donati al Convento dai miracolati, voti rimossi per interventi di ristrutturazione del Convento stesso e che attendono di essere riposizionati sulle pareti conventuali.

Perché si torna oggi a parlare a Venafro di Santa Manna, che ripetiamo non appare da cinque anni? In quanto le pareti della Cripta trasudano umidità e sul pavimento c’è tantissima acqua! Questo, negli anni trascorsi, era il preludio alla comparsa della Santa Manna, evento che i venafrani di oggi si augurano che finalmente si ripeta dopo l’inspiegabile assenza quinquennale. Da dove arriva, come e dove si raccoglie la Santa Manna e cosa significa, cosa rappresenta per i credenti di Venafro e dei Comuni limitrofi? Arriva dal sottosuolo evidentemente, si raccoglie in una pietra concava in fondo al pozzetto a ridosso del Sarcofago del Patrono San Nicandro -pietra non collegata con alcun tubo o altra condotta artificiale- e per i credenti sta a significare la benevola “presenza/vicinanza” del Santo alla vita, alle aspettative e ai programmi delle popolazioni del posto.

In parole povere significa e rappresenta tantissimo per i fedeli venafrani, che appunto le attribuiscono in tutta e piena convinzione qualità miracolose, tant’è che ne bevono, se ne cospargono e ne danno a malati ed allettati perché guariscano. Perciò tutti ad attendere che ricompaia e che finalmente se ne possa fruire!

Intanto nel mese in corso è in programma l’avvicendamento della locale famiglia monastica. Arriveranno i nuovi monaci designati dalla Provincia Monastica di S. Angelo e San P. Pio per restare a Venafro per il prossimo triennio, con eventuale ulteriore prosieguo. A guidarli sarà Fr. Jossy Fernandes, di origine indiana, affiancato da altri tre Frati, due suoi connazionali ed un italiano. C’è attesa a Venafro per accogliere tali nuovi religiosi.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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