UNILEVER – Cisal, Martone “Nuove manifestazioni di interesse: siamo ancora in tempo per per agire uniti nell’interesse della comunità”

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UNILEVER – Nell’ultimo mese sono nate varie manifestazioni di interesse in merito all’acquisto del centro di produzione Unilever di Pozzilli.

Molte società si sono rivolte al sindacato CISAL per studiare e mettere a punto un piano industriale. Società diverse ma accomunate da un’aspettativa analoga: tutte si aspettano che Unilever lasci in dote volumi da continuare a produrre qui.

Antonio Martone

Antonio Martone

“È stato un anno difficile. – scrive Antonio Martone della CISAL – Dal diniego di qualsiasi intenzione di dismissione alla ammissione della volontà di vendere, dalle 10 giornate di sciopero all’esplosione del Covid, passando per le favole del riciclo della plastica e delle batterie al litio. Quante chiacchiere, anche davanti al MISE, mentre si allocavano in Inghilterra e in Ungheria produzioni da sempre appannaggio di Pozzilli, con l’intento di guadagnare tempo e consentire così ai terzisti di attrezzarsi e all’azienda di riempire i magazzini in vista dell’operazione finale.”

Nel comunicato stampa del sindacato si leggono una serie di richieste da rispettare al fine di non “violentare il territorio”. La CISAL chiede testualmente:

All’azienda di smetterla con i “depistaggi” su plastica, batterie al litio, varie ed eventuali, ma piuttosto di dare evidenza di questa ultima fase di ricerca del compratore

Ai nostri amici della RSU e delle Organizzazioni Sindacali di non lasciarci soli come già successo un anno fa quando nessuno credeva alle nostre parole: puntiamo tutti sulla continuità produttiva del sito. Pozzilli è nata per produrre detergenti liquidi: tutto il resto sono solo “favole”.

Alla Regione Molise, al Presidente del consorzio industriale e al sindaco di Pozzilli di insistere sulla necessità di preservare i posti di lavoro (del sito Unilever e dell’indotto tutto) chiedendo all’azienda garanzie chiare sulla cessione, in primis sui volumi da lasciare

Al MISE di pretendere concretezza e di non accettare ulteriori progetti evidentemente irrealistici e privi di un elementare business plan.

Secondo il sindacato quindi l’azienda, potenziata, potrebbe arginare il fenomeno dirompente della disoccupazione nel Molise, specie quella giovanile se si considerano le competenze acquisiste tramite assunzioni con contratto Job on call o attraverso il percorso di alternanza scuola-lavoro previsto dal Miur.

Chiudere questo sito significherebbe disperdere il know how delle nuove leve ed impedire lo sviluppo socio-economico del territorio spingendo i giovani a cercare lavoro fuori Regione.

Martone chiosa così: “Sindacato, Politica, Istituzioni, Lavoratori e Cittadini sono ancora in tempo per agire uniti nell’interesse della comunità. Insieme ad essi la passione, l’etica, la rappresentanza, la competenza e i diritti.

Siamo ancora in tempo. È questo il momento di agire e di chiedere chiarezza.

E perciò non chiederti per chi suona la campana. Suona per te!”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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