“Feudo del Duca Marotta”, Dominio Collettivo di Cerasuolo risponde alle considerazioni dell’ex sindaco Romeo Pacitti

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FILIGNANO – Sulla questione del “Feudo del Duca Marotta” di Cerasuolo, oggi Dominio Collettivo, ospitiamo la risposta alle considerazioni dell’ex Sindaco di Filignano, Romeo Pacitti, risposta a firma di Presidente e V. Presidente del predetto Collettivo, Rosanna Maria Rossi e Vincenzo Del Castillo Oliveri, dei consiglieri Santa Amodei, Olimpo Martino e Domenico Capaldi, del Presidente Collegio Probiviri Assunta Rongione e dei Probiviri Antonio Faccenda ed Ernesto Pacitti.

“Vorremmo attenerci ai fatti il più possibile. Tuttavia una breve premessa è indispensabile. Il sig. Romeo attribuisce con stile “pochezza” agli attori – evidentemente agli eletti del Dominio Collettivo – e poi conclude col dire che la popolazione è “agitata da tali sconvolgimenti ed è in continua tensione a causa di tali eventi”. Non intendiamo rispondere con questi toni perché non intendiamo “avvelenare” (virgolettato nostro NdR) il clima. Quanto a Pirandello e le visioni mistiche di San Pasquale Baylonne apprezziamo la verve stilistica. Attenendoci ai fatti: si afferma nella lettera che avremmo interpretato “in maniera quantomeno anomala le nuove disposizioni di legge sui domini collettivi”. Tutto si è svolto secondo le procedure previste dalla legge 167 n° 168 la quale stabilisce che gli enti di gestione degli usi civici (oggi Domini Collettivi) sono enti di diritto privato. Ricordiamo per l’ennesima volta che per coinvolgere la popolazione: abbiamo affisso per più di 15 giorni lo Statuto in bozza; lo abbiamo anche pubblicato sui canali social; abbiamo discusso ed approvato le modifiche allo Statuto; abbiamo indetto una data per le elezioni (20 settembre) comunicando tutto ai vari enti nonostante non fossimo obbligati visto il carattere di consultazione privata delle elezioni. Giova ricordare infatti che, secondo la legge 168 del 2017, l’amministrazione del Dominio collettivo è un ente di diritto privato e alle popolazioni locali è data facoltà di redigere ed approvare un proprio statuto e provvedere autonomamente alla gestione delle operazioni elettorali. Sul punto potremmo fornire numerose testimonianze di Domini Collettivi in Italia che hanno proceduto come noi. Il sig. Romeo afferma che avremmo agito “non richiesti; senza alcuna larga condivisione; con una informazione pressappochista enorme e con una alterigia smisurata”. Sorvolando sui toni, abbiamo inviato decine di comunicazioni che saremmo felici di mostrare a chiunque ne facesse richiesta. E che molte persone come vedremo hanno deciso di non voler partecipare alla definizione di regole nuove e di non voler poi votare. Lo Statuto inoltre non è né una “congerie di norme” né un’invenzione in quanto rispecchia nei fondamenti medesimi statuti adottati in Italia infatti ci siamo avvalsi della consulenza giuridica di professionisti molto noti a livello nazionale. Ciò che è almeno indigesto per molti, occorre dirlo, è il fatto che sia prevista una norma per il conflitto di interessi (articolo 1394 del codice civile) che impedisce a chi è titolare di contratti con l’ente di presiederlo o partecipare alla sua gestione. Si aggiunga che il passaggio da ente di diritto pubblico a privato – sancito dalla nuova legge 168 del 2017- rende di fatto decaduti tali contratti. Altro fatto estremamente spinoso sono future regole chiare eque e condivise per il pascolo e la legna. Il sig. Romeo prosegue dicendo che a nulla è valso l’intervento del Prefetto di Isernia e della Sindaca di Filignano. Secondo noi la comunicazione del Prefetto inviata anche al Comitato civico per le elezioni non ha opposto alcun diniego allo svolgimento delle elezioni. Discorso totalmente diverso per la Sindaca che: il 28 agosto ha ottenuto dal vecchio Presidente in consegna le chiavi della sede dell’Amministrazione con tutta la documentazione in essa contenuta; il 2 settembre ha rivolto una comunicazione agli organi di ordine pubblico sul nostro operato parlando di “società segrete” (virgolettando); che il giorno prima delle elezioni (19 settembre) ha opposto un ulteriore e fermo diniego. In quest’ultima comunicazione della Sindaca abbiamo appreso della petizione degli altri cerasuolani oltre al fatto che la metà dei 700 ettari del dominio collettivo “sono del Comune”. Su quest’ultimo punto non concordiamo perché la verità storica e giuridica è completamente diversa. Per inciso già durante l’estate scorsa la Giunta ha approvato una delibera per l’introduzione di affitti (con la possibilità di riscatto) sulle terre dei cerasuolani. I neo-eletti Rappresentanti del Dominio Collettivo si accingono a contrastare legalmente proprio tali decisioni. E’ chiaro che la documentazione nella sede inaccessibile non consente di affrontare una ricostruzione storica né al Consiglio del Dominio né alla popolazione. Ci si contesta di avere “indetto delle pseudo elezioni, riservate solo a chi ha accesso ad internet” eliminando “dalla partecipazione la maggioranza dei cittadini anziani che non sanno usare internet”. Si è optato per le elezioni on-line il giorno precedente (19 settembre) per evitare assembramenti e per scongiurare i problemi di “ordine pubblico” (virgolettato nostro NdR) usando piattaforma di voto on-line con protezione crittografica e nel pieno rispetto delle normative della privacy. La piattaforma utilizzata è stata in precedenza verificata dal Garante della Privacy e dal Tribunale di Roma per la capacità di preservare l’anonimato, l’unicità e la sicurezza del voto espresso. Per quanto riguarda l’esclusione delle persone anziane dobbiamo dare l’inaspettata notizia che tablet/cellulare e connessione non rappresentano più una barriera per gli anziani elettori, peraltro il sistema è facile ed intuitivo”.

Il Presidente – Rosanna Maria Rossi, Vicepresidente – Vincenzo Del Castillo Oliveri, Consiglieri – Santa Amodei, Olimpio Martino, Domenico Capaldi, Il Presidente del collegio dei probiviri – Assunta Rongione, I Probiviri – Antonio Faccenda, Ernesto Pacitti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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