GIUDIZIARIA – Reati per fatture inesistenti per bancarotta e dichiarazione fraudolenta, la Procura procede alla confisca del profitto del reato fiscale

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CAMPOBASSO –  Quattro soggetti del posto indagati a vario titolo per i reati di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, nonchè per i reati di bancarotta fraudolenta, falso e sostituzione di persona.

Per tanto, come comunica la Procura della Repubblica di Campobasso comunica di aver completato completate le attività di esecuzione di un decreto di sequestro preventive finalizzato alia confisca del profitto dei reati fiscali, di cui al d.lgs nr 74 del 2000, cosi come richiesto dalla Procura e disposto dal Giudice per le indagini preliminari.

“L’indagine, che ha interessato numerose societa avente sede in Campobasso e diverse annualità di imposta, ha disvelato Tesistenza di un articolato e complesso sistema criminoso organizzato dagli indagati nell’ambito del commercio infracomunitario di autovetture ed in cui, a vario titolo, si avvicendavano vari prestanomi e veniva predisposta falsa documentazione inerente la compravendita delle autovetture.

E’ stato cosi possibile accertare, osserva la Procura di Campobasso –  come venissero create delle societa fittizie, c.d. “cartiere”, gestite dagli indagati, il cui unico scopo era quello di interporsi fittiziamente nella compravendita di autovetture dall’estero, al fine di celare la società Campobassana, reale acquirente delle stesse. Tale acquisto avveniva in regime di frode IVA, non essendo questa versata dalle fittizie società, secondo Tormai noto meccanismo della c.d. “frode carosello”. La fase successiva del meccanismo illecito prevedeva, poi, che l’ autovettura venisse immatricolata in Italia attraverso la predisposizione di documentazione falsa che attestava, contrariamente al vero, che il singolo e ignaro acquirente si era recato nel paese Europeo per acquistare l’autovettura e che, pertanto, nulla doveva in termini di IVA in Italia.

Tali condotte criminose sono venute alia luce grazie al lavoro sinergico delTAgenzia delle Entrate, della Squadra Mobile e del Nucleo P.E.F della G.diF di Campobasso, che hanno consentito di ritenere raggiunta la prova deifumus dei reati fiscal!, imputati agli indagati, attraverso i quali gli stessi avrebbero conseguito un profitto pari a € 312.138,29. II sequestro preventivo disposto sui beni nella disponibilita degli indagati, volto a conservare il profitto del reato ai fini della successiva confisca, si inserisce nel contesto delle linee di intervento di questa Procura della Repubblica volte alia repressione dei reati da realizzarsi, non soltanto intervenendo sui presunti autori, ma anche aggredendo i beni che ne costituiscono il profitto; questo in/un’ottica di deterrenza e di recupero alia collettività di quanto illecitamente acquisito”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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