GIORNO DELLA RIMEMBRANZA – Sisma del 2002, Consiglio regionale straordinario

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CAMPOBASSO – Stamane riunione straordinaria del Consiglio regionale per commerare le vittime del sisma dei 18 anni a San Giuliano di Puglia dove morirono sotto le macerie della scuola Jovine 27 alunni al loro maestra e si registrarono altre due decessi in paesi.

Il presidente del Consiglio regionale Micone ha così voluto ricordare:

“Siamo ancora qui, in quest’Aula che mi piace chiamare la casa dei molisani, tutti insiemi, Esecutivo e Assemblea legislativi, maggioranza e minoranza, esponenti di Gruppi, partiti e movimenti di ogni cromatura politica, per commemorare insieme il “Giorno della memoria” delle vittime del terremoto del 31 ottobre 2002. Lo facciamo in attuazione di una legge che volle questa Assise, nel 2003, ancora una volta in modo corale, per tenere peritura memoria di quegli eventi, di chi perse la vita, di chi fu duramente ferito nel corpo e nello spirito, di un tessuto sociale locale e regionale che fu fortemente lacerato da un sisma che investì senza risparmio abitazioni, attività commerciali, complessi produttivi e iniziative ricettive di varia natura e portata. Il legislatore di allora volle che questo Consesso ogni anno, proprio in questa triste ricorrenza, riflettesse e si confrontasse sui temi della protezione civile, della prevenzione, della sicurezza delle scuole e in generale dell’infanzia”.

“La riflessione che oggi ci accingiamo a fare -ha continuato il Presidente- avviene in un altro triste, difficile quanto drammatico momento della storia di questa regione: la pandemia da Covid 19. Come allora un altro invisibile mostro, in quel caso furono le onde sismiche, oggi è un minuscolo virus, minaccia la sicurezza dei nostri affetti più preziosi. Lo fa subdolamente e vigliaccamente nei momenti a noi più dolci -mentre viviamo in famiglia, salutiamo un amico, studiamo o lavoriamo – e nei posti che abbiamo più cari -punti di socializzazione, luoghi di istruzione e finanche nell’intimità delle nostre case -. Abbiamo ancora una volta l’impegno di difendere questi nostri affetti con la prevenzione, con la sicurezza, con ogni strumento umanamente e razionalmente possibile. E allora, l’onere morale che credo ci venga da quelle macerie della Jovine, dal ricordo di quel dolore, ma anche dalla memoria di come il Molise in generale, e quelle famiglie più colpite in particolare, seppero reagire e rialzarsi, deve darci ancora una volta la forza in questi drammatici momenti del contrasto a questa insidiosa pandemia, di trovare in noi la volontà, la speranza e il coraggio di seguire ogni norma di sicurezza e prevenzione individuale e pubblica, proteggendo chi ci è caro, sia esso bambino, anziano o adulto, da questo nuovo nemico. Le ferite di quel mostro che nelle viscere della terra fece tremare le nostre case e la nostra tranquilla vita di provincia, non si sono tutte rimarginate, occorre ancora tempo. Come pure le ferite del mostro che si insidia oggi nella nostra quotidianità, delle nostre abitudini, del nostro essere parti attive di una comunità familiare o sociale, abbisogneranno, per essere guarite, di altrettanto tempo. Quando però avremo la possibilità di guardare a questi eventi con la serenità che scaturisce dalla sedimentazione del dolore e la sapiente operosità che viene dall’esperienza e dalla consapevolezza di non voler ripetere gli errori fatti, allora sapremo di essere tutti e ciascuno più forti, più maturi e più consapevoli dei nostri limiti e più orgogliosi dei nostri punti di forza. Il Giorno della memoria ci serva dunque a ricordare che tutti siamo responsabili di tutti; che ciascuno è prezioso in egual misura per la comunità, la quale ha il dovere morale e sostanziale di farsi carico di ogni suo componente con capacità, incisività e operosità.

Sia dunque la memoria del passato, il sacrificio di chi ci era caro e la perdita di tanti affetti unici, a darci lo sprone per affrontare a testa alta, e soprattutto insieme, istituzioni e cittadini, i duri mesi che abbiamo innanzi. Sicuri che uniti ancora una volta supereremo questo ostacolo, riprendendo il nostro cammino nella storia di questa nostra piccola, tenace e coraggiosa ventesima regione d’Italia”. “Come è noto –ha concluso il Presidente Micone- per la riduzione del rischio contagio, da alcune settimane svolgiamo il Consiglio regionale in modalità mista -in presenza in Aula o in collegamento da remoto-. Oggi, in segno di rispetto sia delle vittime di quel triste evento del 2002 che del momento difficile che ancora una volta siamo chiamati ad affrontare, abbiamo deciso, pur nella sicurezza e nell’opportunità del contingentamento dei tempi, di svolgere la seduta interamente in presenza”.

Prima di passare la parola ad un rappresentante della maggioranza e una delle minoranze, quindi ad un esponente della Giunta regionale, il Presidente ha chiesto all’Aula di osservare un minuto di silenzio e di raccoglimento per ricordare i 27 bambini e la loro maestra che persero la vita nel crollo della Jovine di San Giuliano di Puglia, e per testimoniare anche attenzione e vicinanza a tutti colori i quali, bambini e insegnanti, ma anche lavoratori della protezione civile, della sanità, delle forze dell’ordine, dei settori del commercio, dei trasporti e dei servizi in genere, nonché anziani ed esponenti dei settori più deboli della popolazione, dal febbraio del 2020, hanno perso la vita nella guerra al Covid o che stanno lottando –o da malati o svolgendo attività di assistenza alla popolazione  per sconfiggere questo temibile, ma non imbattibile avversario.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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