SANITA’ – Fuori tutto quello che c’è da sapere sulle funzioni di oggi e di domani del Cardarelli

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CAMPOBASSO –  Emergenza Covid, ospedali e soprattutto il “Cardarelli” vicino alla saturazione. Posti in Malattie infettive e Terapia intensiva pieni.

Una situazione che peggiora con il passare dei giorni e che la registrazione serale, dei contagi, dei ricoveri e delle morti, danno un quadro sconcertante su quanto accade nella sanità in Molise e soprattutto nella gestione dell’emergenza Covid 19. Si accavallano prese di posizioni e decisioni di Commissari ad Acta, Direttore generale Asrem, della politica dirigistica, del Governo regionale, imbottigliati in una serie di enunciazioni che sul piano sostanziale non conducono a soluzioni pratiche e positive. Solo promesse diventate insopportabili, un quadro organizzativo diventato ingestibile nell’ospedale cittadino, dove tra l’altro le testimonianze, le denunce di sindacati, di pazienti, di parenti di quest’ultimi e di Associazioni, sono un diluvio quotidiano che si abbatte sugli amministratori della sanità,  Asrem e Regione. Senza contare le criticità palesi dell’assistenza per le patologie tempo dipendenti e delle visite ambulatoriali su cui vorremmo che i dirigenti Asrem, una volta per tutte, dichiarassero con numeri e date alla mano, quando verranno smaltite e la riprogrammazione dei ricoveri per quelli che non sono Covid. Di quali ospedali ci si avvarrà e con quali criteri verrà attuato tutto questo?                          il direttore

E su tanto in qualche maniera si sofferma anche la consigliera del Pd Micaela Fanelli che osserva e denuncia i ritardi sulle risposte che non arrivano dal Governatore Toma su alcune precise situazioni di forte disagio sanitario che ormai sembrano essersi consolidate con il passare dei giorni nella gestione dell’emergenza e di quello che resta al “Cardarelli” di Campobasso.

“E dalla Regione Molise, ancora si aspettano risposte esaustive alla nostra interrogazione urgente – dice la Fanelli – presentata la settimana scorsa per comprendere, nel dettaglio, come e perché il tasso di mortalità sia tra i più alti d’Italia e soprattutto perché continua la sua inarrestabile corsa verso l’alto.

Nel frattempo, non si capisce quale sia lo stato dell’arte del Piano di riorganizzazione per il potenziamento della rete territoriale per l’emergenza Covid che prevede, tra l’altro, la realizzazione di un centro dedicato presso l’ospedale Cardarelli, ormai prossimo al collasso della Terapia Intensiva e del reparto di Malattie infettive.

Senza alcun intento polemico, ma per comprendere appieno come armonizzare la gestione dei pazienti Covid e no Covid con gli interventi strutturali sul Cardarelli, oggi pomeriggio abbiamo protocollato un’altra interrogazione urgente per apprendere quale sia l’avanzamento procedurale e materiale dei lavori, chiedendo anche di conoscere i responsabili delle fasi attuative e le modalità per stati di avanzamento relative all’HUB.

Poi, qual è la ditta affidataria dei lavori, la data di consegna, se è stato previsto un sistema di controllo sui lavori, il responsabile o i responsabili dei lavori e della relativa attività di sicurezza “in cantiere”.

Senza dimenticare nell’interrogazione che si dovranno realizzare interventi anche sul pronto-soccorso e negli spoke di Isernia e Termoli, nel mentre si svolgono presso le tre strutture attività di cura ordinarie e di emergenza covid, per cui abbiamo chiesto di precisare dettagliatamente anche come si svolgeranno in contemporanea le stesse e con quali sistemi di sicurezza per i pazienti e per il personale sanitario, nonché per i lavoratori della ditta affidataria.

Perchè nonostante Toma e Florenzano continuano a ripetere come un mantra che “va tutto bene”, sempre più evidente è lo stato di sofferenza dell’intero sistema sanitario regionale, con ritardi pesanti e pericolosi sul grado di approntamento generale per la seconda ondata pandemica.

Già da marzo 2020, infatti, si erano evidenziate le esigenze di potenziamento della capacità di accoglienza dei pazienti Covid e di tempestività nella diagnosi, così come erano già evidenti le disfunzioni, in tutto il Molise, relative alle prestazioni e ai servizi ospedalieri ed ambulatoriali “ordinari”, non legati alla pandemia.

E oggi, in prossimità del Natale, tutti gli ospedali regionali ospitano -in attesa della disponibilità di posti presso il Cardarelli – pazienti Covid, cui non possono fornire, soprattutto nei casi che richiedono ventilazione meccanica, cure adeguate, se non al prezzo di rendere inaccessibili a pazienti non Covid i reparti di terapia/intensiva.

Dunque, aspettiamo risposte immediate, certe, esaustive e veritiere dal Presidente della Regione, che non può continuare a glissare dalle sue responsabilità. E a lui ricordiamo il dovere giuridico e morale di rispondere non solo alle opposizioni in Consiglio regionale, ma a tutti i molisani, nel momento in cui i timori superano le certezze e le speranze di essere adeguatamente curati – non solo dal coronavirus – presso gli ospedali molisani.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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