DIGITALIZZAZIONE – Rapporto Desi, il Molise tra le ultime regioni

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CAMPOBASSO – Come riporta l’Adoc, emergono dati non troppo confortanti dalla recente analisi della società in house del Mise, INFRATEL, sulla situazione delle infrastrutture digitali e dal rapporto europeo DESI (Indice di digitalizzazione dell’economia e della società).

Tra l’altro, rispetto alla media Ue, l’Italia registra livelli di competenze digitali di base e avanzate “molto bassi”. Solo il 42% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede almeno competenze digitali di base (contro il 58% nell’Ue) e solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (33% nell’Ue).

Anche sull’ “uso di internet”, la quart’ultima posizione dell’Italia in Europa è lo specchio dei punteggi delle regioni italiane. Solo il 46% dei molisani ha scaricato musica, video o giochi, e solo il 6% degli stessi ha attivato un abbonamento per video on demand.Dallo studio emerge una copertura complessiva che raggiunge il 58% dei civici italiani con velocità di almeno 30 Mbps. Restringendo l’osservazione alle aree grigie e nere la quota sale all’82,3%.

Il Molise, da questo punto di vista, ha una copertura “dignitosa” pari a circa il 78,2 % dei civici.Per quanto riguarda tali tipologia di reti, dette “VHCN”, nelle aree grigie e nere, la regione che primeggia a livello nazionale è l’Umbria, con l’80,8% dei civici coperti, la quale è seguita a lunghissima distanza dalle Marche (51%). Ma cos’è una “rete VHCH”? L’Unione europea, tramite il Berec (l’organismo europeo che raccoglie gli enti regolatori degli Stati membri), ha approvato le linee guida sulle reti Vhcn (Very High Capacity Network), ossia le reti ad altissima velocità che dovrebbero accompagnare gli Stati membri verso la copertura di tutta la popolazione a 100 Mbps, per spingersi fino a 1 Gbps in aree strategiche come scuole, stazioni, aeroporti, ospedali e lungo le grandi vie di comunicazioni. 30 o sopra i 100 Mega (quella finora considerata ultraveloce), ma di VHCN. Combinando i dati di copertura di Infratel nelle aree grigie e nere con quelli di Open Fiber, aggiudicatario di tutti e tre i bandi nelle aree bianche, è possibile avere uno scenario più chiaro della situazione complessiva delle reti sia nelle aree metropolitane che nei piccoli comuni.

Si spera che il Paese della banda ultralarga e della reti ad altissima velocità sarà quella del 2022, non quella fotografata oggi.“Certamente, anche la nostra Regione ha raggiunto qualche timido obiettivo” – sostiene Nicola Criscuoli, presidente regionale Adoc Molise – “ma il lavoro è lungo e c’è ancora molto da fare. Anche alla luce delle recenti necessità causate dall’emergenza che stiamo vivendo, non possiamo più perdere tempo: investire in digitalizzazione e in educazione digitale rappresenta il futuro per il Paese e, ancor di più, per la nostra Regione che da decenni è in attesa di poter fare l’atteso salto di qualità. Da qui bisogna ripartire”.                                                                                       

Questa è la tabella di marcia per come è stata chiarita da operatori e istituzioni e soprattutto dalla UE.

La stima comprensiva di tutte e tre le aree, indica una copertura complessiva NGN che a fine 2019 ha raggiunto il 58% di tutti i numeri civici italiani e che in Molise, tuttavia, si ferma al 32% (sempre al penultimo posto, prima della Valle d’Aosta).

Anche considerando le sole connessioni “in fibra ottica” nelle aree grigie e nere il rapporto Infratel fa emergere una media nazionale del 16,5% e pone il Molise al penultimo posto (prima solo della Valle d’Aosta) con un 1,6 % di copertura.

L’Unione europea, quindi, per puntare alla “Gigabit society” parla non più di banda ultralarga sopra i

La performance meno brillantè è proprio del Molise fermo al palo con un misero 1,6%.

I problemi per la nostra regione iniziano quando si comincia a parlare di “reti ad altissima velocità”.

Osservando nel dettaglio i dati territoriali nelle aree grigie e nere emerge come, per quanto riguarda la NGN, tutte le regioni del Paese presentano un tasso generale di copertura superiore al 60% dei civici. A primeggiare è il Piemonte, in cui il tasso di copertura ha raggiunto alla fine dello scorso anno il 95,2% e come fanalini di coda si trovano, inaspettatamente, l’Emilia Romagna (69,6%) e la Sardegna (66,1%).

Di recente, poi, nel mese di novembre 2020, la società INFRATEL – società pubblica in house del Ministero dello sviluppo economico che opera nel settore delle telecomunicazioni – ha condotto una analisi sulle aree meglio infrastrutturate in Italia che ha coinvolto 44 operatori e 20,7 milioni di civici, integrandoli con i dati sulle aree bianche forniti dal concessionario, coprendo complessivamente quasi la totalità dei civici italiani (oltre 31 milioni).

In tema di “connettività”, il rapporto Desi colloca tra le regioni maggiormente in difficoltà il Molise che, oltre a non essere coperta dalla banda a 100 Mbps, risulta avere la copertura a 30 Mbps più bassa a livello italiano (il 26% delle abitazioni) e, più in generale, il peggior punteggio complessivo nell’area connettività (15 punti su 100).

L’edizione 2020 del rapporto europeo Desi, diffuso a giugno 2020 dalla Commissione, vede la Penisola scivolare di una posizione nella classifica dei Paesi Ue, scendendo dal 24esimo al 25esimo posto. Peggio fanno solo Romania, Grecia e Bulgaria. Ancora peggio se si guarda solo alla dimensione del capitale umano, quella cioè che riguarda le competenze digitali ed educazione tecnologica: nel 2019 l’Italia ha perso due posizioni e si colloca ora all’ultimo posto nell’Ue.

                                                                         

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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