Recovery Fund, Fanelli “Troppe ombre nei progetti avanzati dalla Regione”

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CAMPOBASSO – La Capogruppo PD Micaela Fanelli si è espressa in merito alle proposte avanzate dalla Regione per il Recovery Fund e sul lavoro frutto dell’incontro online e promosso dalla CGIL.

“Nel webinar di oggi promosso dalla Cgil Molise – afferma la Fanelli – che ha fatto il punto sul Recovery fund ho avuto modo di evidenziare le tante ombre contenute nei progetti avanzati dalla Regione Molise.

Dopo la richiesta di accesso agli atti abbiamo avuto modo di prendere visione e studiare nel dettaglio le schede proposte dal Molise – continua – sulle quali abbiamo fatto un report di cifre e stime percentuali suddivise per le cosiddette ‘missioni’ scelte dal Governo regionale per destinare le risorse del Recovery fund.

Abbiamo così scoperto che la Regione ha avanzato 67 proposte progettuali per un totale 3.299.395.280,17 € da investire in una marea di progetti.

È evidente: si è deciso di relegare a un piccolo ‘pezzetto’ della torta quella che, invece, doveva rappresentare la priorità.

Penso alla sanità, la cui unica proposta ‘vera’ avanzata, relativa alla realizzazione del nuovo ospedale di Isernia, prevede appena il 3,7% dei fondi.

Il maldestro tentativo introdotto cerca, infatti, semplicemente di drenare risorse che apparentemente potrebbero generare soluzioni ma che rischiano solo di agevolare la realizzazione dell’ennesima “cattedrale nel deserto” con un possibile e consistente spreco di risorse pubbliche.

Andando poi ad analizzare tutte le schede progettuali – ribadisce la Fanelli – quello che salta maggiormente all’occhio è la totale mancanza delle caratteristiche di strategicità utili ai fini del Recovery.

Penso ad esempio alle infrastrutture, comparto per il quale è stata candidata la linea ferroviaria Campobasso-Foggia. Per quasi tutti i progetti, proprio come per quest’ultimo, il completamento dei lavori viene difatti indicato in 60 mesi, ma parliamo di una tempistica che, pur rispettando il regolamento, appare del tutto irrealizzabile.

Per non parlare della cosiddetta missione denominata rivoluzione verde che vede circa 61 milioni di euro da destinare alla gestione consortile, ovvero ai consorzi di bonifica, mentre si evita di fare qualsiasi accenno a quello che dovrebbe essere un vero e proprio aggiornamento del Piano dei Rifiuti con interventi legati alla riduzione, riuso e riciclo.

Nel complesso elenco che abbiamo a lungo studiato, inoltre, gli unici progetti che hanno un impatto qualitativo adeguato e una fattiva percorribilità riguardano l’idrico.

Tornando poi sulle criticità riscontrate saltano agli occhi le richieste minime, come i 500mila euro per potenziare la formazione degli Istituti Tecnici Superiori, solo per fare degli esempi concreti. Progetti con caratteristiche eminentemente locali. Perché in questi casi si tratta di progetti che non saranno mai presi in considerazione e che non avrebbero dovuto mai essere candidati. Eppure, il governo Toma ha deciso di presentarne un lungo elenco che non vede quasi nessuna iniziativa avere una fattibilità. Insomma – conclude la Fanelli – si chiede tutto per non ottenere nulla o quasi nulla”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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