ANNO 2020 addio! – Il buio cerca l’ “arcobaleno”: Molise dove sei!

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Dalla notte più buia all’arcobaleno, il 2020, un anno, ormai è retorica ripeterlo, terrificante non terribile, angosciante, che ora prosegue la sua corsa nel tempo inseguendo i colori dell’arcobaleno, della speranza, della luce con i suoi colori più belli quelli realizzati dal sole dopo una tragedia che non vuole comunque fermarsi e che ha portato oltre 70 mila morti e oltre 2 milioni di contagiati. con pochi precedenti in Italia nella storia di sciagure simili. Alla stregua delle due guerre mondiali dell’influenza spagnola di inizio secolo, per citarne solo alcune. La battaglia al Covid 19 rimane, la lotta al virus è nel vivo ma con un’arma in più, si spera, il vaccino. I tempi i modi la distribuzione la somministrazione e la logistica ci si augura non siano quelli italiani. In gioco ci sono la vita delle persone e la sopravvivenza di un tessuto sociale e finanziario che sono nervi vitali di un popolo e di una nazione.

Un anno in Molise da dimenticare, poche righe per spiegarlo. Non vogliamo andare oltre altrimenti non avremmo spazio. La politica tutta e i suoi presidi istituzionali hanno fallito, soprattutto nel loro nobile compito di collante tra il popolo e le governance pertinenti.  Apparendo litigiosa insofferente ambiziosa singolarmente solitaria mai troppo disponibile al confronto e pedissequamente personalistica. Un atteggiamento che mette a rischio le finalità e i risultati annunciati al popolo, ostacola lo svolgimento delle azioni amministrative e legislative dettate dai suoi organi statutari. Di fronte a un quadro molto confuso di questo tipo crediamo che la Regione possa avere in un futuro non molto lontano pochissimi spazi e occasioni per conservare la sua autonomia. Tra l’altro manca, la nota più dolente, un progetto di sviluppo e di rilancio con investimenti su quanto il Molise negli anni passati è stato capofila senza scimunirsi su altri programmai solo velleitari e inarrivabile Non ci sono idee puntuali e precise, Le “ciprie” quotidiane sono fumo negli occhi e retorica.

Ahime per i tanti giovani ragazzi laureati che speravano nel loro Molise nella classe politica, dal primo all’ultimo, tutta votata all’origine al cambiamento, rimasti senza speranza e futuro. Per loro rivolgiamo un suggerimento o un appello se possimo permetterceli, anche all’Università del Molise. Vorremmo che anche Unimol al di la del suo compito che è prettamente formativo, possa avere uno scatto d’orgoglio per una nuova proposizione anche ardita ma utile e rafforzativa in questo momento storico delicatissimo per la comunità giovanile, interfacciandosi o prestando la sua voce e suggerimenti di massima autorità didattica ad un confronto,  tutto da mettere in piedi, con le forze politiche e “governative” locali sul problema dell’occupazione post laurea. Lasciare nella famiglie o in mezzo alla strada, si fa per dire, giovani bravissimi laureati senza lavoro fa male al cuore della società e tanto crediamo a quanti per loro si prodigano a strutturare al meglio professioni e saperi.

Se il Molise è l’Italia, è giusto che anche qui si creino le condizioni per essere utili alla Comunità. Ci appare molto superficiale spiccio e retorico la convinzione  di quanti avvicinino come per sorte tramandata  e quindi obbligata i nostri giovani a una forzata emigrazione.  Se il Molise è anche l’Italia ci si rimbocchi le maniche per investire su tutti quei settori in grado di garantire lavoro. La Regione ha bisogno di svecchiamento di forze nuove, vitali  reattive al progresso, al passo dell’innovazione in senso generale, senza tanto è destinata a chiudere i battenti perché rimane ferma con una popolazione prettamente di anziani. Dei tre miliardi annunciati da Toma che il Molise avrebbe chiesto al Governo sul Recovery fund ci si accontenterebbe di molti di meno. Realizzeremo quasi tutto. Ora bisogna correre al di là del Covid, è necessario farsi trovare pronti su quanto si vuole realizzare, avere le idee chiare e portare a termine un progetto di rinnovamento e ringiovanimento.

“Un augurio garbato responsabile e semplice di Buon anno a tutti”

                                                                                                                               Il direttore

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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