Pochi ma buoni: i talenti dello sport Made in Molise

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Pochi ma buoni: i talenti dello sport Made in Molise

Una Regione non sterminata ma…ricca. Ricca di talenti sportivi, di atlete e atleti che si sanno distinguere in tante discipline diverse. Anche questo è il Molise, che si affaccia al 2021 con la speranza di un anno più sereno per tutta la popolazione.

Il legame tra sport e Molise non conosce confini: all’interno dei professionisti spiccare anche un giocatore di poker: parliamo di Massimo Nicola Pellegrino. Classe 1987 e nativo di Campobasso, è molto noto anche con il nickname che usa per giocare sul web, “ufics7”. Ingente il bottino messo da parte nella sua carriera da professionista: circa 100 mila dollari. La sua ribalta nazionale l’ha ottenuta nel 2014 con la vittoria di Saint Vincent all’Italian Poker Tour, dove ha saputo mettere in fila giocatori di maggiore esperienza, per un premio finale di 65 mila euro oltre che l’ambita picca di PokerStars.

Da Campobasso a Isernia, dove sugli scudi c’è un ragazzo di soli 18 anni capace però di aggiudicarsi all’unanimità l’ambito titolo di “Atleta dell’anno – Città di Isernia” edizione 2020. Stiamo parlando di Luigi Centracchio, judoka delle Fiamme Oro, già nel giro della Nazionale maggiore azzurra dopo avere conquistato la medaglia di bronzo al Campionato italiano Under 21.

Passiamo ora al calcio, la grande passione degli italiani, e pure dei molisani. Continua a macinare gol, nonostante abbia spento le 36 candeline lo scorso settembre, Mirco Antenucci. Nato a Termoli, è cresciuto a Roccavivara e ha mosso i primi passi nel calcio che conta con i giallorossi del Giulianova. Dopo un lungo girovagare in Italia, e una puntata in Inghilterra con il glorioso Leeds United, Antenucci è alla seconda stagione con il Bari, corazzata di Serie C. 21 le reti nella passata stagione, mentre in questa prima parte di campionato 2020/21 è già andato in gol 8 volte.

Molisano d’origine, anche se nato negli Usa, è Giuseppe Rossi, talento purissimo del calcio italiano, troppe volte fermato dagli infortuni ma rimasto comunque nel cuore di tanti appassionati. Nato nel 1987 a Teaneck, non lontano da New York, Rossi ha sangue molisano da parte di mamma Cleonilde, nata ad Acquaviva d’Isernia. La sua carriera, passata anche dalla Nazionale azzurra, ha visto come ultima tappa nel 2020 la Major League Soccer, la massima serie calcistica degli Stati Uniti d’America, dove ha vestito la maglia del Real Salt Lake City. Con la squadra dello Utah ha anche rotto, ad agosto, un digiuno di gol lungo oltre due anni ma non è servito per ora a ottenere la conferma per la stagione 2021 (negli Usa il campionato di calcio inizia a marzo e termina a novembre).

Restando sempre tra i molisani d’adozione, sono almeno altri tre i nomi da fare, tutti in serie A. Il primo è quello di Matias Vecino, centrocampista tutto fare e con il vizio del gol in forza all’Inter di Antonio Conte, che fa affidamento su di lui per vincere lo scudetto. La sua preoccupazione, per adesso, è di recuperare la forma dopo mesi di sosta ai box causa operazione al ginocchio. Di nazionalità uruguaiana, Vecino ha i nonni provenienti da Torella del Sannio, in provincia di Campobasso, emigrati in Sud America a metà del 1900 in cerca di fortuna.

Dalla sponda nerazzurra a quella rossonera di Milano c’è un altro giocatore che vede le sue radici in Molise, e per la precisione a Portocannone, vicino a Campobasso. È Mateo Pablo Musacchio, argentino e difensore centrale del Milan di Pioli, vera sorpresa dell’attuale serie A. Infine Patrick Cutrone, attaccante in forza alla Fiorentina anche se il suo nome attualmente è uno dei più caldi sul fronte mercato invernale. Patrick è nato a Como ma ha il padre originario di Campobasso, come il cognome (ma soprattutto la grinta messa in campo) lascia intuire.

C’è quindi tanto calcio, ma non solo, nel sangue molisano. Tra canottaggio, con la medaglia d’oro di Fatima Pia De Sanctis e l’argento di Giulia Giacomodonato e Noemi Carotenuto ottenute agli europei 2019, e nuoto con i primati italiani di Martina Lonati e Pompeo Barbieri (insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica) anche il rapporto con l’acqua resta molto saldo.

Segno di una vitalità importante che aspetta forse proprio il 2021 per la definitiva consacrazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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