COVID 19 – Dpcm: nuovo stop per lo sport, a rischio i campionati regionali

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SPORT – Il nuovo Dpcm conferma la chiusura delle palestre, delle piscine e delle strutture sportive fino al 5 marzo.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm del 14 gennaio, che rimarrà operativo fino al 5 marzo. Come prevedibile, per lo sport non cambia praticamente nulla. Rimangono chiuse palestre e piscine, slitta anche l’apertura degli impianti di sci e non c’è nessun passo in avanti per un’eventuale riapertura dei campionati dilettantistici e del settore giovanile. Discorso differente invece per i tornei e le manifestazioni “di interesse nazionale” che tornano a muovere i primi passi dopo un lungo blocco.

La pandemia non arretra, la situazione sanitaria non permette di riprendere a pieno regime le attività sportive e ormai il mondo dello sport dilettantistico è letteralmente in ginocchio. Da marzo 2020, se si esclude una flebile ed altalenante ripresa nel periodo estivo e ad inizio autunno, le attività sono state sempre ferme.

Ne deriva una situazione drammatica che coinvolge la sfera sociale, economica, culturale. Parliamo di un bacino enorme composto, secondo l’ultimo monitoraggio Coni-FSN-DSA, da quasi 5 milioni di tesserati, oltre 1 milione di operatori sportivi e 69663 società sportive affiliate. Un enorme esercito di squadre, ragazzi, dirigenti, arbitri, lavoratori sportivi sprofondato in un tunnel dal quale non sembra esserci una prossima via di uscita. Non solo calcio, ma anche pallacanestro, pallavolo, arti marziali e tutti gli altri sport costretti a fermarsi. Non solo adulti, ma soprattutto giovani, ragazzi e bambini ai quali è stato negato un percorso di crescita sportiva, psicologica e sociale fondamentale per il loro benessere e per il loro percorso di vita. Nel frattempo molte associazioni e società rischiano di sparire per sempre, a causa delle difficoltà economiche causate dallo stop forzato.

A tal proposito il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha garantito ulteriori sforzi per limitare i danni: “si è decisa una nuova tranche di sostegni economici. Ho piena consapevolezza che migliaia di imprese sportive sono in gravissima difficoltà e rischiano di chiudere per sempre. Condivido quotidianamente il dramma di ogni persona colpita dalle nostre misure: dei proprietari delle strutture sportive in ginocchio, dei Presidenti delle associazioni e delle società sportive, dei lavoratori sportivi, dei tanti appassionati e soprattutto dei giovani ai quali stiamo sottraendo un pezzo della loro vita sociale e della cura del benessere psico-fisico”.

Anche la Regione Molise ha recentemente stanziato 2 milioni di euro per la ripartenza delle attività sportive.

Il Presidente del Comitato Regionale Molise della LND Piero Di Cristinzi, in occasione della sua recente rielezione, ha esposto un “Piano B” volto alla ripartenza dei campionati dal mese di marzo: “procederemo terminando solo il girone di andata e poi partendo subito con i play off, giocando il numero di partite che ci consentirebbe di chiudere nella data stabilita che è il 30 giugno”. Tuttavia la ripresa e il regolare svolgimento dei campionati regionali è in forte rischio.

Appare chiaro che, al di là delle misure e dei programmi, tutto resta sospeso e vincolato all’evoluzione dell’emergenza sanitaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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