SCUOLA – La protesta degli studenti, sotto accusa il trasporto pubblico

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TERMOLI – Continuano le proteste nelle scuole del Basso Molise, dove i trasporti sono inadeguati e gli studenti non si sono recati in aula.

Non si placano le polemiche sulla riapertura delle scuole e la ripresa delle lezioni in presenza. Dopo le immagini degli assembramenti di ieri al Terminal di Termoli, dei bus stracolmi provenienti dai paesi limitrofi e i comunicati degli studenti rivolti alle istituzioni regionali, questa mattina i ragazzi dell’Istituto Alfano Perrotta, del Majorana, del Boccardi di Termoli e dell’Istituto Omnicomprensivo di Guglionesi hanno aderito in buona parte all’astensione dalle lezioni:  “Abbiamo preferito scioperare  rimanendo però a casa, disponibili a seguire le lezioni e ad essere interrogati tramite DAD”.

Chi si è recato a scuola ha scelto di farsi accompagnare in macchina dai genitori, per evitare di incorrere nelle scene viste nella mattinata di ieri.

L’ufficio scolastico regionale ha sottolineato come le scuole si siano adeguate ai protocolli di sicurezza dettati dal Ministero per consentire ai ragazzi di essere fisicamente in classe. Ma se le scuole sono sicure, sotto accusa è in particolare il trasporto pubblico che studenti e genitori ritengono “mal gestito nonostante il tempo e i fondi avuti a disposizione in questi mesi per trovare soluzioni adeguate”. I disagi maggiori si verificano soprattutto per le corse da Campomarino e da altri paesi limitrofi.

“Nessuno vuole tenere i ragazzi a casa – dicono alcuni genitori – siamo consapevoli dell’importanza di svolgere lezioni in presenza ma chiediamo un servizio migliore. I trasporti pubblici già prima dell’emergenza lasciavano a desiderare, adesso non possiamo più tacere. Dobbiamo tutelare la salute dei nostri ragazzi per non vanificare tutti i sacrifici fatti in questi mesi. E’ necessario incrementare il numero delle corse, chiediamo più autobus e più sicurezza”.

Da parte loro gli studenti si rivolgono alle istituzioni regionali, contestandone le dichiarazioni degli ultimi giorni che escludevano problemi e disagi: “Noi rappresentanti stiamo parlando a nome di tutti gli studenti seri che riconoscono l’importanza dello studio e della scuola. Tuttavia, non riteniamo logico farci ritornare a scuola con le stesse immagini viste a ottobre 2020 e con tanta paura. La scuola non è solo studio, ma anche sicurezza, tranquillità e socialità: a che pro tornare a scuola al 75% se tutti questi aspetti sono in forte discussione? Non siamo pigri e svogliati, ma responsabili e volenterosi di andare avanti con lo studio, ma nel giusto modo, in presenza o non. Ci auguriamo vivamente che il Presidente della Regione e tutti i responsabili dei trasporti tengano conto di quanto detto”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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