PROTESTA – Il sen. Ortis si incatena davanti al minstero della Salute: “Il Molise merita di esistere”

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SANITA’ – Clamorosa protesta del Senatore Ortis e della Deputata Testamento che chiedono risposte sulla situazione della sanità molisana.

L’annuncio dell’arrivo di tre container, distribuiti sugli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli, destinati ad accogliere la Terapia intensiva, ha suscitato molte polemiche e tante perplessità. Le proteste sono molto ampie, soprattutto se si considera la presenza di ospedali vuoti in regione quali soprattutto il Vietri di Larino, il Caracciolo di Agnone e il SS Rosario di Venafro che avrebbero potuto avere una funzione dedicata alla realizzazione di speciali reparti Covid.

E proprio stamane, una forte forma di protesta con ‘incatenamento‘ davanti alla sede del Ministero della Salute è stata inscenata. A metterla in atto il senatore Fabrizio Ortis e la deputata Rosalba Testamento. I due parlamentari molisani  hanno voluto così rimarcare le difficoltà che sta vivendo il Molise in ambito sanitario, in un contesto in cui l’emergenza dovuta al Covid 19 ha acuito le difficoltà che da tempo affliggono il sistema sanitario regionale. E così, dopo aver votato la fiducia nella giornata di ieri, oggi i due parlamentari 5 stelle si scagliano contro il governo, con particolare riferimento al Ministro Speranza.

Molto duro il Senatore Ortis che, avvolto da una catena, ha dichiarato: “Una sanità allo sbando già prima del Covid19. Un Presidente di Regione ed un direttore generale in perenne stato confusionale. Un commissario senza i mezzi per lavorare ed una di cui si sono perse le tracce.

I nostri continui richiami a prendere in considerazione la grave situazione del Molise costantemente ignorati. Prima le tende collassate con la neve, ora i container che nemmeno i sanitari vogliono.

Tutto pur di non spendere un soldo per le strutture pubbliche. Il Ministero deve muoversi ed intervenire ora! Il Molise merita di esistere”.

A rincarare la dose l’onorevole Testamento: “Per fronteggiare al meglio l’emergenza che stiamo vivendo, il Commissario Giustini in una lettera inviata tra gli altri al Ministro della Salute e al Commissario Arcuri in data 15 gennaio rilanciava, in prima istanza, il progetto Covid Hospital a Larino e, in alternativa, l’immediata sanificazione e recupero del Cardarelli, al fine di riaprirlo per i malati no covid e il trasferimento in uno dei due ospedali spoke (Isernia o Termoli) dei malati Covid oppure l’ipotesi di far rimanere il Cardarelli Covid Hospital e trasferire i pazienti ordinari a Isernia.

Con rammarico prendo atto del fatto che non solo nulla di tutto questo è stato preso minimamente in considerazione, ma che ancora una volta si è preferito dare credito all’ennesimo tentativo di esautoramento  delle prerogative riconosciute in capo al Commissario Giustini, messo in atto dal Presidente della Regione Donato Toma, con l’avallo questa volta del Commissario Arcuri, che ha tra i suoi compiti quello di fornire le strumentazioni, le apparecchiature, le risorse umane e i dispositivi di protezione individuale necessari a contrastare efficacemente la pandemia e non quello di decidere il Covid Hospital regionale. Tutto questo per non utilizzare le strutture pubbliche esistenti”.

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