
VENAFRO – A firma del CIF, Centro Italiano Femminile, riceviamo la nota che segue a sostegno del rilancio del SS Rosario della città, ospedale da tempo contratto nelle prestazioni e come tale non più rispondente alle attese delle popolazioni del Molise dell’ovest e delle regioni confinanti come Abruzzo, Lazio e Campania.
Sul tema continuano ad esprimersi in tanti. Ultimo in ordine di tempo il movimento “I Venafrani per Venafro” per sollecitare tra l’altro il ripristino di ginecologia affinchè si torni a nascere al SS Rosario, ascoltando i più che positivi ed incoraggianti -in prospettiva futura- vagiti dei neonati, evento purtroppo cancellato a seguito delle chiusure di unità e servizi all’ospedale venafrano di via Colonia Giulia. Ma diamo spazio alle donne del CIF Venafro per sentirne ragioni e considerazioni in merito: “Il Centro Italiano Femminile di Venafro, Associazione di donne che dal 1984 opera in campo civile, sociale e culturale per promuovere la dignità della persona, il rispetto dei diritti umani e il valore intangibile della vita, in linea con le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dello Statuto Nazionale, si unisce al coro di voci che da tempo chiedono alle Sedi Istituzionali, preposte a garantire il diritto alla salute dei cittadini, sancito dalla Costituzione repubblicana, l’immediato e pieno rilancio dell’ospedale SS. Rosario di Venafro, per dare nuova vita ad una struttura sanitaria che ha segnato la storia di questa città e dei paesi dell’hinterland, con l’impegno, la professionalità, la competenza, l’umanità e la disponibilità dei medici e degli operatori sanitari. Le donne del C.I.F. di Venafro, cittadine di questa città che rispettano e amano, uniscono le loro voci a quella del sindaco di Venafro, avv. Alfredo Ricci, dell’Amministrazione comunale, del Comitato SS. Rosario, delle “Mamme per la salute e l’ambiente” che da anni si battono con generoso impegno per tutelare la sostenibilità ambientale dei paesi della valle del Volturno e la salute dei suoi abitanti, delle Associazioni, de “I Venafrani per Venafro” e rivendicano la valorizzazione dell’ospedale SS. Rosario di Venafro e la riapertura di strutture e servizi. La pandemia Covid 19, che ha sconvolto il mondo intero, ci lascia un insegnamento: la vita è bene prezioso, dobbiamo tutelarla con ogni mezzo”. La conclusione del documento delle “ciffine”: “Confidiamo nei nostri Rappresentanti istituzionali, nella certezza che, forti dei sani valori che percorrono la nostra storia, si adopereranno con ferma determinazione, anche presso le Sedi governative, perché non ricorrano a inutili e costosi container, ma ridiano nuova vita agli ospedali vuoti del Molise e all’ospedale di Venafro, a garanzia e a tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini. Uscire migliori da questa crisi e trasmettere alle giovani generazioni modelli e certezze che nutrono l’identità culturale della nostra terra dipende solo da noi e…. ne daremo conto alla storia”.
Tonino Atella
© RIPRODUZIONE RISERVATA













