VENAFRO – Solo ricordi per il Carnevale: tra le maschere di un tempo meritano la menzione “La morte di Carnevale” e “La Follia” 

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CARNEVALE – Solo ricordi quest’anno dato il covid imperante, che ha cancellato anche momenti di schietta allegria e partecipazione popolare, come appunto quelli carnascialeschi che in passato tanto coinvolgevano ed attiravano.

Alla pari di tant’altri carnevali di altri Comuni molisani, analogamente stoppati onde evitare contagi, assembramenti e pericoli connessi, il Carnevale venafrano era bellissimo ed assai partecipato, tanto da restare nei ricordi di tutti. Ed allora, in assenza della realtà, non resta che il Carnevale virtuale, ricordando cioè le maschere tipiche venafrane del recente passato.

Innanzitutto la … “Morte di Carnevale”, ossia una mascherata che sorridere non faceva affatto, ma intanto era seguitissimo ed ogni anno veniva inscenato da contadini ed operai. Un … corteo funebre, con tanto di pupazzo di paglia disteso su pagliericcio come fosse un trapassato, scendeva dal centro storico, attraversava i rioni Manganelle, Cristo e Le Monache, quindi Porta Nova e finalmente, tra i pianti e le lacrime vere di quanti erano al seguito, raggiungeva il laghetto del rione Ciaraffella nelle cui acque veniva scaraventato il pupazzo tra la disperazione dei presenti, mentre i fanciulli se la davano a gambe letteralmente atterriti!

Si dirà: era questo il bellissimo Carnevale venafrano del passato? Incredibilmente era anche questo, ma non solo per fortuna! Infatti tra gli appuntamenti carnascialeschi cittadini decisamente di tutt’altro tono e tenore, ossia divertenti ed oltremodo coinvolgenti, va citato certamente “La Follia”, recita carnevalesca con decine di interpreti, assolutamente unica, divertente al massimo e presentata l’ultima volta nel lontano 1983 dall’allora Pro Loco di Venafro. Trattavasi di una donna, La Follia appunto, che conquistava cuori, accendeva desideri e faceva folleggiare tanti che la corteggiavano in mille modi per ottenerne grazie e sorrisi! Nell’83, in occasione dell’ultima rappresentazione de “La Follia” (testo di Francesco Reglieri, musica di Don Raffaele Criscuolo e ricostruzione musicale ed arrangiamento del prof. Benigno Migliarino) la particolarissima mascherata girò in lungo e in largo per la città, intrattenendo il pubblico con canti, suoni e danze durante le numerose fermate su piazze e strade principali. E tutti seguivano, si divertivano, cantavano assieme a La Follia, danzando e folleggiando a loro volta!

                                                                                               Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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