EMERGENZA COVID – Consiglio regionale bollente. Calenda propone “il tutti a casa” per i vertici sanitari

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CAMPOBASSO – Gestione Covid allo sbaraglio, situazioni ospedaliere al collasso sfuggite di mano, prospettive assegnate ai medici militari o venezuelani e alle strutture modulari che si stanno approntando negli ospedali di Campobasso Termoli e Isernia.

In un quadro drammatico dove gli attori principali di tanto continuano a raccontare la loro tenendo in poco conto quanto succede il Consiglio regionale di stamane sulla scorta di ciò è entrato in ebollizione riportando tutte le divisioni e le sue contraddizioni  evidenziando i malesseri che esistono in una maggioranza che si regge su due o tre voti più ballerini che mai che sono poi quelli soliti di Calenda Romagnuolo e qualche altro pronti a sparare colpi di mortaio sul governo Toma. A parole? Beh diciamo a quelli di oggi che minacciano e invitano  a dimettersi e andare tutti a casa che lo facciano da subito e trovino quanti possano rimettere la palla al centro con una possibile nuova consultazione elettorale attraverso il voto popolare.

Dicevamo Consiglio in subbuglio. La vicepresidente del Consiglio regionale Filomena Calenda va al sodo, ed esprimendo una serie di valutazioni abbastanza circostanziate su posti letto, sulle relazioni degli ispettori del Ministero della salutre arrivati qualche giorno fa in Molise e tutti critici sulle considizoni ospedalieri regionali, sul “Vietri” di Larino, Covid si Covid no, sulla torre Covid del Cardarelli, sul cattivo funzionamento dell’impianto di ossigenoterapia del nosocomio del capoluogo regionale passato alle cronache nazionali e agli sposti alla Procura della Repubblica, ha invitato senza peli sulla lingua “per un tutti a casa” per il diggi Asrem Florenzano per i due commissari Giustini e Grosso e per la dirigente regionale alla sanità Lolita Gallo.

La Calenda rivolgendosi al presidente Toma ha fatto riferimento a quanto eseguito dal nuovo Premier Draghi che ieri l’altro quando ha dato il benservito al Commissario Arcuri. Su questo tema si è aperta un confronto molto acceso, ma consentiteci definirlo un fuoco di paglia, (perché qui nessuno si dimetterà ma figuriamoci!) dove si sono inseriti il presidente Micone che ha invitato il presidente Toma a verificare fino in fondo le responsabilità e a verificare tutte le azioni politiche per possibili rimozioni ribadendo che non difenderà ulteriormente quanti in una situazione delicatissima come questa nella gestione pandemica non concede il massimo di sè stesso.

Aida Romagnuolo di Fratelli d’Italia ha sollecitato, in modo populistico naturalmente, le dimissioni generali, il pentastellato Angelo Primiani ha invitato a seguire la Calenda, lei per prima a presentare una mozione di sfiducia al Governatore e a dimettersi da tutte le cariche consiliari. Insomma una cosa è certa che il presidente Toma riveda un po’ tutti i ruoli le funzioni e quindi le responsabilità di quanti sin qui avrebbero mancato al loro operato e da lì prendere i dovute e giusti provvedimenti anche di ricambi in seno ai vertici sanitari locali, meglio ora che mai o più in avanti quando molte situazioni potrebbero precipitare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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