VENAFRO – Polveri sottili, Stefano Buono (Pd) rileva l’immobilismo di Regione e Comune

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VENAFRO – Polveri sottili e Pm 10 superiore 10 volte al limite consentito dalla legge, Stefano Buono consigliere comunale del Pd ritorna sulla questione ambientale venafrana riportando i propositi e le promesse dei mesi passati dell’Amministrazione comunale e della Regione per rimuovere o quantomeno aumentare i controlli sulla qualità dell’aria.

“Da inizio anno abbiamo registrato una quantità straordinaria di sforamenti di polveri sottili PM 10 rispetto al limite consentito dalla Legge. – dice Buono – Sono ben 27 volte, infatti, i giorni nei quali le apposite centraline hanno superato il valore di 50 microgrammi al metro cubo. L’ ordinamento consente, è bene ricordarlo, un limite massimo di sforamenti pari a 35 volte nell’arco di un anno. Appare quindi del tutto evidente di come questo dato possa considerarsi allarmante in considerazione del fatto che il sopra citato numero di sforamenti sia già avvenuto nei primi 68 giorni del 2021. Se prendessimo in considerazione un dato differente, ovvero quello relativo agli ultimi 4 mesi
(Novembre e Dicembre 2020 e Gennaio e Febbraio 2021), vedremmo come il numero di sforamenti di questo valore sia pari addirittura a 50″.

Nel sottolineare e quindi ricordare i ritardi delle Amministrazioni, comunale e regionale, Buono aggiunge: “E’ noto che per comprendere meglio, in modo definitivo e scientifico le cause che concorrono a determinare questi livelli di inquinamento occorrono ulteriori approfondimenti, analisi e studi che sono stati puntualmente richiesti nel corso degli ultimi anni. Nel gennaio 2020 il Comune di Venafro, sollecitato dalla pubblica opinione e dalle “Mamme per la salute”, quale Ente capofila, iniziava uno studio epidemiologico in Accordo con il CNR di Pisa per
comprendere se i livelli attuali di inquinamento stanno causando, e in che misura, un incremento di mortalità e di patologie gravi tra gli abitanti. Quella Convenzione prevede 2 anni di tempo per l’espletamento di detto studio epidemiologico. Ad oggi è ancora tutto in altro mare. Infatti il CNR fa presente al Comune di Venafro come questa problematica fosse già menzionata nello stesso atto di convenzione e di come fosse competenza del Comune, in quanto Ente capofila, consegnare i dati. Oltretutto la citata Convenzione contempla quale elemento essenziale e precondizione la presenza del registro dei tumori che, però, in Molise manca tutt’ora”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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