COVID – Docenti over 65: diritto al vaccino, ma esclusi. Di Lucente annuncia mozione

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CAMPOBASSO – C’è chi ha diritto al vaccino anti-Covid, ma di fatto non può farlo. Si tratta dei docenti over 65.

Anche il consigliere regionale Andrea Di Lucente evidenzia il problema: “Il ministero decide che il personale scolastico over 65 non può essere vaccinato con AstraZeneca, ma per Pfizer e Moderna ci sono altre categorie prioritarie. Così i prof giovani vengono vaccinati, quelli che sono costretti a restare oltre i 65 anni, grazie alla legge Fornero, no. Aspettano. Ancora. Il ministero decide che il personale scolastico va vaccinato dove lavora, anche se risiede in altra regione. Il Lazio e l’Emilia Romagna decidono che loro non applicheranno questa indicazione e ci ritroviamo con tantissimi molisani che non vengono vaccinati nelle regioni dove lavorano. Sono un piccolo esercito di figli di un Dio minore che sono finiti nelle storture di un piano vaccinale nazionale che voleva andare per priorità, ma che ha finito per ritorcersi contro chi avrebbe dovuto tutelare”.

Per questo motivo il consigliere regionale Andrea Di Lucente ha intenzione di presentare una mozione di impegno al presidente della giunta affinché si faccia portavoce presso la cabina di regia dei vaccini in Molise e presso la Conferenza Stato-Regioni di queste anomalie. Infatti, sono numerose le segnalazioni giunte, molte delle quali arrivate anche attraverso il call center messo a disposizione dalla Regione, per evidenziare un problema legato alla somministrazione delle dosi di vaccino del quale ancora non si viene a capo.

“AstraZeneca è stato approvato, al momento, solamente per gli under 65. C’è, però, una fascia di popolazione scolastica che è tra i 65 e 68 anni che ancora lavora, ma che non può essere vaccinata. Il ministero non ha inviato i loro elenchi alle regioni e, quindi, risulta al momento impossibile poter raccogliere le loro adesioni. A questo si somma una fetta di corregionali che lavorano altrove, nello specifico nel Lazio o in Emilia Romagna, che si ritrovano con un costante rifiuto: queste regioni non hanno alcuna intenzione di vaccinare chi lavora da loro, ma non ci risiede. Eppure le indicazioni ministeriali sono ben altre. Queste persone restano in un limbo. E ce ne dobbiamo occupare.
Chiederò al presidente Toma di farsi portavoce di tali istanze presso i tavoli nei quali vengono assunte le decisioni affinché – conclude Di Lucente – anche questa fetta di personale scolastico abbia il giusto trattamento e non debba sentirsi mortificata da ciò che appare una vera e propria discriminazione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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