Lingua italiana da difendere dall’assalto degli idiomi stranieri. L’italiano c’è perchè non usarlo?

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Lingua italiana da difendere dall’assalto degli idiomi stranieri. L’italiano c’è perchè non usarlo?

Considerazioni ricorrenti circa l’opportunità del rilancio della lingua italiana, prendendo lo spunto dal 700.mo anniversario della scomparsa di colui che ideò il nostro idioma, il sommo poeta e nostro padre culturale Dante Alighieri.

“Un anniversario, i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta, -da tanti angoli del Molise si ragiona in tal modo- da cui partire per dare nuovo slancio alla lingua italiana, troppo spesso oggi soppiantata da altri idiomi nazionali, inglese in testa. Fa moda non già esprimersi nella lingua bellissima e dalla musicalità eccelsa dell’Alighieri, bensì ricorrere a parole ed espressioni straniere, gradevoli ma di altre culture. Non si è al passo coi tempi se non ci si esprime in inglese! Qualche esempio. Le insegne degli esercizi commerciali abbandonano in tal senso e non c’è azienda che resista alla tentazione di bypassare l’italiano e privilegiare l’idioma straniero per pubblicizzare un determinato prodotto. Anche le trasmissioni sportive della nostra tv nazionale, la Rai, praticano siffatta tendenza”.

Il prosieguo delle esternazioni popolari: “Si prendano le corse ciclistiche, a partire dal Giro d’Italia. Mentre vanno in onda le immagini della gara, sullo schermo scorrono le scritte delle varie fasi della competizione, relative al gruppo di testa o agli inseguitori o alle località che si attraversano o ai monumenti celebri italiani inquadrati dalle telecamere. Ebbene la Rai, la nostra azienda radiotelevisiva pubblica, non scrive ad esempio “gruppo”, come sarebbe più giusto fare trattandosi di Giro d’Italia, bensì “peloton” e così di seguito! Addirittura località e monumenti che s’inquadrano sono descritti in lingua inglese! Certo, trattasi di corsa internazionale dal che l’idea di servirsi della lingua maggiormente diffusa e conosciuta, cioè l’inglese. Una domanda però viene spontanea: durante il Tour de France, la gara ciclistica nazionale transalpina, accade altrettanto, cioè si ricorre all’inglese? Assolutamente no! In Francia sempre e solo il francese con le trasmissioni tv del Tour de France! Ed allora, se per gli altri vale la regola della lingua nazionale prima di tutto, perché in Italia non deve avvenire altrettanto? Perché, e torniamo al Giro d’Italia, si preferisce la lingua straniera a quella italiana? E dire che abbiamo una lingua da tutti apprezzata, ma al tirar delle somme sotto utilizzata”.

Dal che la chiusura circa l’opportunità della ripresa della lingua italiana: “Ci si augura -è opinione diffusa tra i molisani- che i 700 anni dalla scomparsa del Sommo Poeta contribuiscano a rilanciare in tutta la sua bellezza la lingua italiana, riproponendola a tutto tondo. A chiederlo a  gran voce é in primis l’Alighieri coi suoi intramontabili versi come <Speme è uno attender certo de la gloria futura, il quale produce grazia divina e precedente merto> (Paradiso, Canto XXV)”.

Tonino Atella                                                        

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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